venerdì 2 febbraio 2018

Olimpiade e pace



Con la cerimonia d’apertura di venerdì 9 febbraio a PyeonChang (Corea del sud) iniziano le Olimpiadi Invernali 2018. La fiamma olimpica resterà accesa sino al 25 febbraio sulla neve e sul ghiaccio della penisola coreana per due settimane di autentico spettacolo, sicuramente appassionanti e ricche di emozioni.
Era tradizione, nella Grecia classica, che nel periodo olimpico fossero sospese le guerre in modo tale che in quel periodo regnasse la pace.
Quanto si sta verificando in questo momento – almeno nello scacchiere dell’Estremo Oriente – è molto simile. I tamburi di guerra, in questo periodo, tacciono e la partecipazione della Nord Corea alle Olimpiadi di PyeongChang pare rafforzare questo profumo di pace. Sinceramente e smaliziatamente dobbiamo dire che la pace è altra cosa. Se si vuole la pace, occorre lavorare per la pace. Le minacce reciproche, le sanzioni economiche, i diritti umani calpestati, la libertà d’informazione vilipesa, l’imposizione del “pensiero unico”, l’appropriazione delle risorse economiche di altri Paesi, la cieca difesa dei propri interessi economici unita a un neo-colonialismo strisciante, l’oppressione delle minoranze etniche o religiose, la concentrazione delle ricchezze nelle mani di pochi, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali (e l’elenco potrebbe continuare) non giocano a favore della pace.
Fomentano uno stato d’insicurezza collettiva che, come la storia ha sempre dimostrato, predispone alla guerra.