giovedì 30 aprile 2015

1° Maggio. Questa è la nostra lotta!



In modo speciale lo è la mancanza di lavoro per i giovani. Ma voi pensate: più del 40 per cento dei giovani dai 25 anni in giù non ha lavoro! Questo è grave! Cosa fa un giovane senza lavoro? Che futuro ha? Che strada di vita sceglie? Questa è una responsabilità non solo della città, non solo del Paese, ma del mondo! Perché? Perché c’è un sistema economico che scarta la gente e adesso è il turno dei giovani a essere scartati, cioè senza lavoro. Questo è grave! “Ma ci sono le opere di carità, ci sono i volontariati, c’è la Caritas, c’è quel centro, c’è quel club che dà da mangiare…”. Ma il problema non è mangiare, il problema più grave è non avere la possibilità di portare il pane a casa, di guadagnarlo! E quando non si guadagna il pane, si perde la dignità! Questa mancanza di lavoro ci ruba la dignità. Dobbiamo lottare per questo, dobbiamo difendere la nostra dignità di cittadini, di uomini, di donne, di giovani. Questo è il dramma del nostro tempo. Non dobbiamo rimanere zitti.
Penso anche al lavoro a metà. Cosa voglio dire con questo? Lo sfruttamento delle persone nel lavoro. Alcune settimane fa, una ragazza che aveva bisogno di lavoro, ne ha trovato uno in una ditta turistica e le condizioni erano queste: 11 ore di lavoro, 600 euro al mese senza nessun contributo per la pensione. “Ma è poco per 11 ore!”. “Se non ti piace, guarda la coda di gente che sta aspettando il lavoro!”. Questo si chiama schiavitù, questo si chiama sfruttamento, questo non è umano, questo non è cristiano. E se quello che fa così si dice cristiano è un bugiardo, non dice il vero, non è cristiano. Anche lo sfruttamento del lavoro in nero - tu lavori senza contratto e ti pago quello che voglio - è sfruttamento delle persone. “Senza i contributi per la pensione e per la salute?”. “A me non interessa”.
Quanta corruzione c’è nel mondo: è una parola brutta, perché una cosa corrotta è una cosa sporca. Se noi troviamo un animale che è corrotto è brutto, ma spuzza, la corruzione spuzza e la società corrotta spuzza, e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, spuzza”.
Dobbiamo riprendere la lotta per la nostra dignità che è la lotta per cercare, per trovare, per ritrovare la possibilità di portare il pane a casa! Questa è la nostra lotta! (Papa Francesco, 21 marzo 2015)

giovedì 16 aprile 2015

Cattolico (non adulto) prova dispiacere per la dichiarazione del Presidente della CEI




Allorché giornali o televisioni riportano una notizia riguardante la Chiesa cattolica mi premuro di leggere il testo alla fonte della notizia. Lo stesso ho fatto leggendo questo titolo sul “Il Fatto Quotidiano”: Liguria, Bagnasco attacca su caso Paita “Indagini sempre in certi momenti”.
In effetti l’Agenzia SIR odierna riporta:
“Provo grande dispiacere e grande dolore per il fatto che, chissà perché, le indagini esplodono sempre in certe ore della storia, delle città, della nazione. Importante è che ci siano accertamenti certi, in modo da poter arrivare alla verità delle cose, non soltanto ai sospetti”. Con queste parole il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha commentato la notizia che si riferisce alle vicende giudiziarie riguardanti l’alluvione che ha interessato la Liguria lo scorso ottobre e che hanno visto coinvolti molti esponenti della politica ligure. Tra l’altro, un avviso di garanzia ha raggiunto ieri anche l’assessore regionale alla Protezione Civile e alle Infrastrutture, Raffaella Paita, candidata del centro sinistra alla presidenza della Regione, indagata per la mancata allerta durante l’alluvione del 2014. “È importante - ha aggiunto il porporato - che ci siano degli accertamenti certi, in modo da poter arrivare alla verità delle cose in tempi rapidissimi. Certo che già soltanto seminare sospetti, avviare queste notizie, a prescindere dalla verità o meno, deprime comunque un po’ il morale di tutti, disincentiva il senso di appartenenza e partecipazione. Questo - ha concluso - è il male profondo a cui bisogna reagire a prescindere dalla verità delle cose”.

Leggendo questa nota ho pensato a quante volte, nel nostro Paese la magistratura ha inviato “avvisi di garanzia” a personalità politiche in momenti non proprio “felici”, quasi scelti appositamente per creare problemi a tali personalità. Cito solo il caso Berlusconi raggiunto da un “avviso di garanzia” (anticipato da una “gola profonda”al Corriere della Sera) mentre partecipava a Napoli alla riunione del G7 sulla criminalità, ma quanti altri casi si sono verificati nel passato e quanti altri si verificheranno nel futuro; per non parlare delle indagini che “rosolano a fuoco lento” un politico sì da bloccargli qualsiasi ipotesi di candidatura futura.

Contravvenendo ad ogni più elementare regola di prudenza, il Presidente della CEI, ha ritenuto invece opportuno sottolineare come “le indagini esplodono sempre in certe ore della storia, delle città, della nazione“ proprio nel pieno di una campagna elettorale per la Regione Liguria, fornendo un potente “assist” alla candidata del PD, Lella Paita.

Una tale dichiarazione poteva essere espressa in altro contesto, ad esempio in una prolusione alle annuali riunioni della CEI, o del suo Ufficio di Presidenza, ma pronunciata adesso è stata del tutto inopportuna ed il card. Bagnasco poteva proprio risparmiarcela.

Auspico, da cattolico (non adulto),  che  di qui al 31 maggio 2015 non abbiano più a verificarsi interventi a sostegno di alcun candidato.