lunedì 22 settembre 2014

JOBS ACT. Soddisfa il bene comune?



Se la risposta a questo interrogativo è positiva, allora occorre impegnarsi a fondo per spazzare via veti e preclusioni ideologiche ed evitare che diventi terreno di scontro fra fazioni e corporazioni. 

Giocare, su questo tema la partita degli schieramenti o delle ideologie del secolo scorso o delle rendite di posizione è decisamente criminale.

Forse è opportuno ricordare a noi stessi che la Costituzione si apre con questa dichiarazione “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, da cui ne consegue che  il lavoro deve esserci, per tutti, con uguali diritti e doveri senza privilegi di alcun tipo per nessuno siano essi lavoratori dipendenti, autonomi, pubblici o privati.

Per questo il criterio del bene comune, concretamente legato alle persone in carne ed ossa, deve prevalere nella valutazione dei contenuti del Jobs act.

domenica 14 settembre 2014

CARLO, UN RE POCO FELICE. Riflessioni sul Teatro dell'Opera di Genova

Carlo Felice di Savoia, re di Sardegna, mai avrebbe immaginato le traversie che si sono abbattute sul teatro che ne porta il nome.
Non fossero stati sufficienti il bombardamento della 2^ Guerra Mondiale, nè la ricostruzione (alquanto faraonica vista la potenzialità dell'utenza ed i costi di gestione conseguenti), nè le costanti soppressioni di recite a causa delle manifestazioni sindacali, adesso sul "suo" teatro si è abbatte una gestione amministrativa alquanto chiaccherata.

Dopo aver scoperto che Banca CARIGE applica - ma non è l'unica banca ad avere questo vizietto - gli interessi anatocistici (interessi sugli interessi) sarebbe stato doveroso richiedere immediatamente a Banca CARIGE la restituzione di quanto indebitamente percepito. Invece no, si tergiversa - nonostante il bilancio dell'Ente sia in rosso ed il recupero degli interessi anatocistici possa riportarlo in attivo. 
Il sopraintendente Pacor, finalmente, si rivolge ad uno studio bolognese specializzato nel recupero di questi interessi, ma viene sconfessato dal CdA presieduto dal Sindaco Doria: anzi non gli viene rinnovato il mandato.
Ancora un po' di ripensamenti ed il Sindaco Doria - bontà sua - affida la pratica ad uno studio legale genovese che si scopre - salvo che le notizie diffuse dalla stampa siano false - essere studio legale di riferimento di Banca CARIGE.

Ma non basta, Banca CARIGE avrebbe applicato (secondo le valutazioni dello studio bolognese suddetto) tassi usurari sulle operazioni di factoring (anticipazione di cassa su contrbuti pubblici da versare sul conto) gestite dalla banca per conto dell'Ente per il periodo 2009-2012; se questo si dimostrasse vero i bilanci del teatro verrebbero immediatamente risanati. 

Ma il sindaco Doria non ritiene "scorretto" far tutelare gli interessi del teatro da uno studio legale che tutela gli interessi opposti a quelli del Teatro?
Fa tenerezza - per non dire altro - sentire il Segretario Provinciale del PD dichiarare di comprendere la prudenza del Sindaco Doria, visto che Banca CARIGE è uno sponsor del teatro........

Forse, in tutta questa vicenda, a qualcuno del CdA sfugge che in questi anni sono stati richiesti pesanti sacrifici economici ai dipendenti del teatro per poter risanare la situazione di bilancio.
 
Una  matassa ingarbugliata che evidenzia, con estrema chiarezza, un altro aspetto della "mala amministrazione" di Genova da parte del PD (e dei suoi predecessori storici DS e PDS) che da anni gestiscono Genova ed il suo Teatro dell'Opera.




 

sabato 13 settembre 2014

«Ricatti sul nuovo Lido», indagati politici e avvocati

Dopo mesi di silenzio torna all'onore della cronaca cittadina l'affaire Lido. Secondo le indiscrezioni filtrate dal Palazzo di Giustizia sarebbero confermate il coinvolgimento di una ex- assessore comunale (poi regionale) dell'IvD (il fu partito tutto legalità di Antonio di Pietro) e di un-ex parlamentare dello stesso partito nel tentativo - peraltro riuscito - di bloccare la riqualificazione urbanistica dell'area del Lido di Albaro. 
Con nobili motivazioni - e poteva essere altrimenti ? - di carattere ambientale venne posto il veto sull'operazione sino ad ipotizzare la crisi della Giunta Comunale della Marta Vincenzi (PD) e della Giunta Regionale di Claudio Burlando (PD). 
Come era facile comprendere, già in allora, le motivazioni non avevavano nulla di nobile ma discendevano da meri interesssi - leggi mazzette - di natura economica ed intrecci poco puliti con un mondo economico del mattone che si allargava anche ad altre località della Liguria.

Fa specie che il PD non abbia saputo resistere a tale becera offensiva senza reagire. Ma, già allora, si comprese che per il potere si fa questo ed altro!

mercoledì 10 settembre 2014

BOSTON VALZER IN SALSA ARABA.

I giri di valzer degli Stati Uniti d'America sono la principale causa delle turbolenze presenti nel Medio Oriente e nel Nord-Africa. Ma sono, anche, causa di perdita di credibilità e fiducia da parte di Paesi alleati nei confronti degli USA.
Quanto è successo in Medio Oreinte è veramente significativo: prima si aiutano e si sostengono gli oppositori ai regimi a-democratici della Siria e dell'Iran, poi - quando questi oppositori diventano pericolosi ed ingestibili - li si contrasta militarmente, senza però eliminare le loro fonti di finanziamento e di sostegno logistico.
Adesso, altro giro di valzer, a Gedda per costituire un'alleanza contro il cosidetto Califfato islamico; il rischio è quello di confermare gli interessi particolari di alcuni partner arabi ed ignorare le aspettative dei Curdi. Un sicario non potrebbe fare di meglio. 




sabato 6 settembre 2014

Dichiarazione inopportuna di alcuni deputati PD

Alcuni deputati PD (Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi e Gero Grassi) hanno criticato pesantemente la dirigenza RAI per aver riproposto - nella serata venerdì 5 settembre - il concerto di Al Bano a Mosca giudicandolo filo-russo (sic!) ed inopportuno visto le vicende ucraine.
Io ritengo inopportuna la dichiarazione di questi tre deputati PD, sia perchè intervengono sulla sfera di competenza autonoma della dirigenza RAI, sia perchè non comprendono che ogni artista in terra straniera usa tutti i mezzi per la "captatio benevolentiae" del pubblico in sala.
Peraltro, un buon rapporto fra l'Italia e la Russia (ma anche fra i Paesi UE e la Russia) è ampiamente auspicabile anche se da parte di scalcinati politici si opera per deteriorarli.
L'Italia, fedelissima della NATO, ha intessuto rapporti economici e politici autonomi estremamente vantaggiosi per il nostro Paese ai tempi della "guerra fredda": altri tempi, altri politici...di qualità! Adesso un PD smandruppato si sbraga di fronte ai diktat di un Obama qualsiasi.

giovedì 4 settembre 2014

Chi vuole la pace opera per la pace


Tutto quello che si poteva fare per determinare una situazione di conflittualità fra la Russia e l'UE è stato fatto. Dalla scriteriata proposta di un accordo economico UE-Ucraina, alle sanzioni economiche contro la Russia, alle manovre militari NATO a ridosso della frontiere russe.
Solo analisti col cervello bacato potevano immaginare che la Russia avrebbe lasciato fare e così, piano piano, il livello del rischio si è'alzato e l'Europa si ritrova con lo spettro della guerra alle porte.

Siamo ben distanti dallo "spirito di Pratica del Mare" ove la Russia di Putin venne ammessa al "club dei 20" come così scriveva "la Repubblica" del 28 maggio 2002 " Con la firma da parte dei 19 paesi membri della Nato e della Russia della Dichiarazione di Roma, le porte dell'Alleanza atlantica si sono aperte all'ex potenza comunista. I capi di Stato e di governo dell'Alleanza e il presidente russo Vladimir Putin, riuniti nella base militare di Pratica di Mare, hanno in questo modo messo la parola fine alla contrapposizione che ha caratterizzato gli anni della guerra fredda, e inaugurato una nuova visione unitaria degli equilibri mondiali, che ha come obiettivo primario la lotta contro il nemico comune del terrorismo.

Formalmente la Dichiarazione di Roma, firmata a fine mattinata, crea un Consiglio a venti, composto dai paesi Nato e dalla Russia. In questa sede i membri potranno discutere e adottare decisioni su base paritaria su nove temi: lotta al terrorismo, gestione delle crisi, non proliferazione delle armi di distruzione di massa, controllo degli armamenti e misure di rafforzamento della fiducia reciproca, difesa contro i missili di teatro, operazioni di salvataggio in mare, cooperazione militare e riforma dei sistemi di difesa, piani a fronte di emergenze civili, sfide e nuove minacce. Le decisioni, hanno spiegato i leader, verranno prese con il metodo del "consenso", sulla base di "un dialogo comune
".

Blocco degli stipendi dei dipendenti statali

Non ho mai condiviso il blocco (od il ritardo) dei rinnovi contrattuali. Men che meno posso condividere un blocco che riguardo gli stipendi sia per i dipendenti pubblici, sia per per i dipendenti privati.
Nel caso si tratta di un blocco che dura da 5 anni e questo le rende particolarmente odioso.
Ha ragione Bonanni, segretario generale CISL, quando dichiara  che si usano"i guanti bianchi per le municipalizzate e la mannaia su dipendenti pubblici. E' intollerabile".
L'argomentare del Governo che tutto questo era già previsto nel DEF non è un ragionamento condivisibile.
La coperta è strettta, le risorse disponibili poche ma questo mododi procedere innesca uno scontro sociale tra le diverse categorie di lavoratori: il nostro Paese ha bisogno di unione e non di divisione.