Il prossimo 17 luglio le
competenti Commissioni parlamentari dovrebero terminare il loro compito ed esprimere il loro parere sul Decreto
legislativo “Riorganizzazione,
razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità
portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84”.
In base a questo Decreto la
portualità italiana sarà governata da 15 Autorità di Sistema Portuale (Adsp)
con la conseguente soppressione delle esistenti 25 Autorità Portuali; le Autorità Portuali diventeranno - all'interno della rispettiva Adsp - un Ufficio territoriale di scalo.
Per la
Liguria sono previste 2 Adsp: la prima con sede a Genova e comprenderà i porti di Genova, Savona e Vado Lig.; la
seconda con sede a La Spezia e
comprenderà i porti di La Spezia e Marina di Carrara.
Superabili
- con qualche difficoltà - i dissapori per l’unione di Genova, Savona e Vado Lig., resta l’amaro in bocca
per una riforma che prosegue nel solco di un centralismo statalista - che
mortifica le autonomie locali (ma pare che questa sia il criterio che
caratterizza l’attuale stagione politica…..) – ed una governance che confina le Adsp al ruolo di semplici amministratori
del condominio portuale.
Queste
Adsp nascono, purtroppo, con un deficit di strategia – che pure era presente
nell’impostazione iniziale - : i porti quale perno di sistemi logistici che
comprendano infrastrutture ed interporti.
Sarà difficile reggere la concorrenza
dei porti nord-europei con il sistema portuale che sta per nascere.
E’ la
cultura politica italiana, bellezza!