E così Stefano Bonaccini, inossidabile pubblico amministratore della scuderia del PD che non risulta - stando alla scheda depositato in Regione - abbia mai svolto alcuna attività lavorativa, è stato eletto Presidente della Regione Emilia Romagna.
Si deve stare attenti a valutare solo le percentuali dei voti ottenuti: 49,05 % per Bonaccini e 44,52% il PD.
Questi dati non tengono conto del quadro reale del risultato delle votazioni.
Infatti solo il 17,79 % degli elettori regionali ha espresso il suo voto a favore del Bonaccini: 3.460.402 elettori, solo 615.723 lo hanno votato. In concreto siamo in presenza di un Presidente che basa la sua "cadrega" su meno di 1/5 della popolazione.
Non solo, il PD ha raccimolato solo 535.104 voti, pari al 15,46% dell'elettorato.
Se poi si esamina il voto provincia per provincia si scopre che il alcune di esse il dato è molto inferiore in termine di voti e di percentuali.
Mi pare ci sia poco da rallegrarsi per questo risultato che, pur confermando il PD quale primo partito dell'Emilia-Romagna, dimostra quanto l'elettorato della Ditta abbia disertato le urne e sia scarsamente in sintonia con la dirigenza del Partito. Certo ci sono stati gli scandali dei consiglieri regionali, la condanna del Presidente uscente (causa prima dell'elezione anticipata), però tutto questo non basta a giustificare un risultato del genere.
Ne basta la considerazione della scarsa affluenza alle urne - 39,49% dei votanti. Chè, anzi, costituisce un ulteriore motivo negativo per la tenuta del PD in queste terre.
