martedì 16 giugno 2015

Un fiorentino all'ENI. Per fortuna non è Renzi.

La notizia è confinata in una pagina interna di "La Repubblica", nè risulta alcun comunicato ufficiale del Governo.
Lapo Pistelli, viceministro degli Esteri, ha rassegnato le dimissioni da parlamentare e dal suo incarico di governo, per approdare all' Eni dal primo luglio, in qualità di vicepresidente senior.

Il nostro Paese perde l'unico uomo di governo che capisce qualcosa di politica estera. A Renzi basta avere una Mogherini qualsiasi in Commissione UE ed un Gentiloni qualsiasi come Ministro degli Esteri, così nessuno gli fa ombra. 
Ma si vedono anche risultati, ad iniziare dalla vicenda Libia (e le conseguenze sull'immigrazione), per proseguire col semestre di presidenza italiano dell'UE (chi se ne è accorto?), per terminare con la situazione Grecia.
Cmq. auguri di buon lavoro a Lapo. Sarà un fiorentino che saprà fare un buon lavoro per l'Italia anche nel nuovo incarico!

giovedì 11 giugno 2015

PARTECIPARE significa essere LIBERI



Libertà è partecipazione. Sono passati decenni da quando Giorgio Gaber incantava il “suo” pubblico con questa canzone, le cui parole sono pur sempre di attualità.

Lasciamo ai “politilogi” le dissertazioni sulla bassa affluenza alle urne, via via scemata nell’ultimo decennio. Si tratta di una realtà negativa che può essere di sprone per un cambiamento sicuramente necessario.
Papa Francesco ha sottolineato come questo mondo globalizzato ponga al centro della politica il denaro. “Non l’uomo e la donna: no. Il denaro. Il dio denaro. Questo al centro. Poi, tutti al servizio del dio denaro”.
E l’accumularsi degli scandali piccoli e grandi – in Italia ed all’estero - è lì a testimoniare come  ciò che conti è “rubare”.

La tensione ideale ad operare per il bene comune è venuta meno nello stesso momento in cui tutti noi abbiamo perso coscienza di essere protagonisti dell’azione di aiuto per i singoli e le realtà sociali per costruire risposte adeguate ai loro bisogni e problemi reali; in altri termini a perseguire nei fatti il bene comune: il bene tuo, il bene nostro, il bene di ognuno.
Non essere presenti, non partecipare per timore di sporcarsi le mani è uno dei peggiori peccati che un cattolico possa compiere; è sempre papa Francesco che ce lo ricorda: “Ma non fai il bene! Vai avanti, chiedi al Signore che ti aiuti a non peccare, ma se ti sporchi le mani, chiedi perdono e continui avanti!”. Ma fare, fare … E proprio lottare per una società più giusta e solidale”.

Partecipazione è anche valorizzare i cosiddetti corpi intermedi quali le organizzazioni di categoria, le associazioni, le famiglie; è capire come il trasferimento decisionale a realtà esterne allo Stato, quali l’UE, il FMI, i Fondi di investimento possa essere coniugato con un controllo certo finalizzato al conseguimento del bene comune su scala globale.

Se la partecipazione, piano piano verrà meno sino a sparire, forse non ce ne accorgeremo subito, ma sparirà lentamente anche la libertà!

martedì 2 giugno 2015

L'è caïta 'na ba...cia in mâ sensa bagnase!

Non appena conosciuti i risultati elettorali il PD ligure si è affrettato a narrare una "vulgata" falsa sulle motivazioni della sua sconfitta alle elezioni regionali liguri.

La sconfitta è colpa di Cofferati e Pastorino, quest'ultimo reo di aver presentato una candidatura alternativa alla Presidenza della Regione.
Concetto espresso dalla candidata presidente Lella Paita nella sua conferenza di lunedì pomeriggio e ribadito alla trasmissione TV "Di Martedì"; come una lezioncina imparata a memoria questo concetto è stato espresso dall'Assessore al Bilancio uscente Pippo Rossetti (PD) con una dichiarazione postata anche su Facebook e dal Presidente Claudio Burlando (PD) in una conferenza stampa trasmessa su PrimoCanaleTV.

Gli "sciagurati", nel senso manzoniano del termine, non hanno minimamente fatto cenni di autocritica sul loro operato in questi anni - dieci per Burlando - di governo della Regione; eppure sarebbe stato sufficiente ascoltare le critiche di Cofferati e Pastorino per comprendere che qualcosa non andava e che occorreva un radicale cambiamento di rotta nell'amministrazione regionale.

La continua indecisione  che ha caratterizzato questi anni di governo PD ha portato alla cronicizzazione di problemi sostanziali: 
  • la riorganizzazione del servizio di trasporto urbano, provinciale e regionale ed i costi ed i disagi che ne sono derivati;
  • le addizionali fiscali che in Liguria sono le più alte fra tutte le Regioni italiane;
  • la qualità e la quantità dei servizi di assistenza agli anziani ed ai disabili;
  • la qualità e la disponibilità dei servizi sanitari, specie diagnostici;
  • le aziende che hanno cessato la loro attività ed i posti di lavoro persi grazie all’inesistenza di una politica attiva regionale per incrementare l’economia in Liguria;
  • il costo per lo smaltimento dei rifiuti grazie all’assenza di impianti ed ad una politica efficiente per la raccolta differenziata: Scarpino è l’esempio più eclatante, ma non è il solo;
  • le infrastrutture stradali e ferroviarie risalenti a decenni orsono;
  • un piano commerciale che favorisce la grande distribuzione – di fatto una sola Azienda – senza alcun vantaggio economico per i consumatori;
  • il dissesto idrogeologico, causa prima delle ricorrenti alluvioni,
sono questi alcuni problemi su cui sarebbe stata doverosa l'autocritica sia dei protagonisti della Giunta e della candidata Lella Paita, sia del gruppo dirigente PD Ligure.
Senza dimenticare le decisioni "chiaccherate", tipo la "cartolarizzazione" di beni immobili, l'operazione Erzelli, l'affidamento del servizio mensa per le strutture ospedaliere, l'appalto del nuovo ospedale di Felettino (SP).
Per non parlare delle indagini in corso da parte della magistratura inquirente sulle c.d. spese pazze in Regione.
Nulla di tutto ciò è emerso, solo la ricerca del colpevole per la mancata vittoria che avrebbe agito sia perchè sconfitto alle primarie, sia per creare problemi alla Segreteria nazionale del PD.
Suvvia, siamo seri, fatevi una bella autocritica esaminando il dato delle sezioni elettorali in cui, una volta, il PD raggiungeva percentuali di consenso bulgaro.
 
P.S.: Non vorrei essere frainteso, sono ben contento che il PD abbia perso e che il Cdx sia tornato alla guida della Regione Liguria, ma sento un certo fastidio quando qualcuno vuol farmi credere che "A l'è caïta 'na ba...cia in mâ sensa bagnase!"