lunedì 29 dicembre 2014

PRINCIPE AZZURRO, ADDIO!

Sul Supplemneto domenicale de "Il Sole-24 ore" di domenica scorsa, nella rubrica curata da Franco Matticchio, appare un articolo dal titolo provocatorio "Addio principe azzurro".

Una certa preoccupazione mi assale. Stai a vedere che in questo mondo di "political correct", di rivoluzione "gender"  a qualcuono è venuto in mente che occorre sopprimere un personaggio fondamentale delle fiabe.

Mi attardo a leggere l'articolo, che potete trovare cliccando su
(http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-12-28/addio-principe-azzurro-081732.shtml?uuid=ABHqwEWC) e lo sgomento mi assale. Le mie preoccupazioni erano più che fondate: dei deficienti - quale altra definizione utilizzare? - stanno proprio pensando di elimare il principe che arriva sul cavallo bianco a salvare la dama del cuore con cui, immancabilmente, convalerà a giuste nozze e...vivranno felici e contenti.
Trascrivo, per gli increduli la parte dell'articolo in cui si parla dell'omicidio volontario:

"C'è la proposta, in certi Paesi europei, di togliere i Principi azzurri dalle favole. Di colpo, li considerano politicamente scorretti. Non va bene, dicono, che alle bambine di oggi arrivi il messaggio che ci si innamora sempre e soltanto di un Principe azzurro, e non ad esempio di una Principessa azzurra; e che l'unico sogno possibile sia sposare un giorno un principe. Che ristrettezza mentale, che arretratezza da pre-femminismo! Mi dispiace molto per i Principi, che da ora in poi se ne andranno raminghi con i loro cavalli bianchi e i mantelli azzurri al vento.
In quanto al sesso (pardon, al genere) dei futuri fidanzati delle nostre figlie, mi piacerebbe che riuscissimo a sorvolare, o almeno a non entrare tanto nei dettagli".

Avete capito, ci stanno levando il sorriso, il sogno, la fantasia!
E per cosa?







domenica 28 dicembre 2014

NORMAN ATLANTIC. Incendio a bordo: attendere prima di giudicare

Mentre scrivo queste righe la nave NORMAN ATLANTIC sta bruciando al largo delle coste albanese e sono in corso le operazioni di salvataggio delle persone rimaste a bordo, mentre un rimorchiatore sta tenendo la nave con la prua al vento.
Stando alle poche notizie disponibili pare che l'incendio sia stato originato in uno dei locali garage di cui è dotata la nave e che questo incendio abbia messo fuori servizio i mezzi di salvataggio (le sole imbarcazioni? le sole zattere? entrambe?).
Intanto assumiamo alcune informazioni relative alla nave:

NORMAN ATLANTIC, IMO number  9435466, Call sign IBUM, Gross Tonnage 26.904, Year of build 2009 c/o Cantieri Navali Visentini, Flag: Italy, Type of ship: Passenger/Ro-Ro Cargo Ship.
Ship manager VISEMAR DI NAVIGAZIONE SRL

La nave risulta classificata presso il Registro Italiano Navale che ha rilasciato il pertinente Certificato di Classe per 5 anni a far data dal 21 settembre 2014, mentre l'ultima visita a bordo del RINA è stata eseguita a Messina il 10 dicembre 2014.
A seguito degli accertamenti effettuati non risultano né raccomandazioni a carico della nave, nè informazioni specifiche per l'armatore.

La nave è in possesso di tutti i certificati statutari previsti dall'IMO (International Maritime Organisation)in regolare corso di validità; i due documenti più importanti, ai fini della sicurezza della navigazione, e cioè il Certificato di sicurezza per nave da passeggeri (SAFPASS) è stato rilasciato dall'Autorità Marittima italiana nel giugno 2014 con scadenza al 9 agosto 2015 mentre il Certificato per il trasporto di merci pericolose (DANGOODS) è stato rilasciato dal RINA il 31 luglio 2014 con scadenza 21 settembre 2019.

La nave è stata ispezionata, ai fini del PARIS MOU, dall'Autorità marittima greca nel porto di Patrasso il 19 dicembre 2014 e sono state rilevata n.6 deficienze di livello tale da non comportar la "detenzione" della nave. Tali deficienze riguardavano i seguenti aspetti:

Category                                                  Deficency                                            Number
Certificate & Documentatio         SAR Co-Operaration plan for passenger ships          1
Emergency Systems                    Emergency light, etc.                                             1
Fire safety                                 Doors within maintenance                                      1
Life saving appliances                Other lifesaving appliances                                    2
Structural conditions                  Closing devices watertights doors                            1 

  

Per i non addeti ai lavori le categorie e le deficienze, secondo le norme del PARIS MOU, sono raggruppate per "grandi famiglie" sicchè per conoscere esattamente le deficienze rilevate occorre disporre del report di visita compilato da chi ha eseguito l'ispezione.





  
In conclusione la NORMAN ATLANTIC appare una nave in ordine ed esente da problemi sicchè è necessario attendere l'esito delle indagini (ispezione a bordo ed interrogatorio del personale) che saranno eseguite non appena la nave raggiungerà il porto in cui sarà rimorchiata per poter formulare un'analisi delle cause dell'incendio e delle conseguenze determinatasi sulla governabilità della nave e sulla disponibilità dei mezzi di salvataggio.  






Appare, peraltro, evidente (guardare le foto in questo blog) come un incendio sviluppatosi nei locali garage (e non sappiamo ancora quale) possa mettere fuori servizio i mezzi di salvataggio che si trovano a proravia di un finestrone del garage superiore; così come è probabile che non siano entrati in funzione i mezzi fissi antincendio di cui i garage sono dotati         


Ma, ripeto, solo una attenta e ponderata analisi della dinamica dei fatti, del carico trasportato e delle azioni dell'equipaggio potranno chiarire l'origine dell'incendio.

Perciò non facciamoci portare a spasso da semplicistiche ricostruzioni su cui si eserciteranno i mass-media nei prossimi giorni.




                                                                            Quindi










venerdì 26 dicembre 2014

COFFERATI e PAITA ma....manca il PD

Assisto, con estrema curiosità, alla lotta senza quartiere fra i due candidati (del terzo è inutile parlarne visto il suo peso specifico) alle primarie del PD della Liguria: Sergio Cofferati e Raffaella Paita.
Il primo lavora di fioretto, la seconda con lo spadone. Ma il risultato, non cambia, se le stanno suonando di santa ragione sì da far dubitare di una possibile ricomposizione allorchè si conoscerà il risultato di queste primarie. 

Le primarie si svolgeranno Domenica 11 gennaio 2015 ed in quella data il popolo del PD - iscritti e simpatizzanti - sarà chiamato ad esprimere il proprio parere.

Che il popolo PD risponda alla chiamata è tutto da verificare dopo quanto è successo in Liguria con l'alluvione dell'ottobre e novembre scorsi e le responsabilità, quantomeno politiche, dell'innefficenza della Giunta regionale a guida PD; a questo deve aggiungersi la beffa del mancato accoglimento da parte del Governo Renzi della richiesta per il risarcimento dei danni giacchè la pratica predisposta dalla Regione Liguria non è stata ritenuta istruita correttamente. 
Il "cahier de doleance" del possibile elettore delle primarie non finisce qui: la gestione della Sanità che vede l'assessore alla sanità Montaldo schierato contro le decisioni della Giunta, l'inchiesta della magistratura sulle "spese pazze" in Regione che vede coinvolto anche il Gruppo PD, il ritardo cronico nel portare a regime la riforma del trasporto pubblico locale, l'incapacità a far sintesi nella portualità ligure, la china pericolosa che stanno percorrendo Banca CARIGE (coinvolta in indagini giudiziarie di non poco conto) e la Fondazione CARIGE; le mancate decisioni per la gestione del ciclo dei rifiuti (discariche, termovalorizzatori ecc.).
Ce n'è quanto basta per immaginare una scarsa affluenza alle primarie dell'11 gennaio.

Ma.....in tutto questo emerge il silenzio assordante degli organi regionali del Partito Democratico: non risulta che esista un programma del PD per la Regione, nè che il PD abbia discusso al suo interno nei suoi circoli, nei propri organismi cosa intenda proporre per amministrare la Regione Liguria, essendosi limitato il dibattito alla diatriba sulla fissazione della data delle primarie.

Tutto è rinviato alle proposte dei due contendenti che - ad essere benevoli - non hanno molti punti di contatto.


Mi pare - ma forse sbaglio - che le primarie siano un virus che sta lentamente distruggendo la partecipazione delle persone alla vita della propria comunità, del proprio riferimento ideale e politico: ciò che conta è quanto dice il candidato alle primarie, non il partito. Anzi si potrebbe determinare una situazione di conflittualità tra le posizioni della persona candidata alla Presidenza della Regione e quelle del Partito che lo sostiene con ovvii ed evidenti riflessi sull'operatività della maggioranza che verrà eletta in Regione.

Le elezioni primarie americane hanno un senso diverso perchè si svolgono in un contesto politico-istituzionale molto diversificato rispetto a quello italiano; il PD ha ritenuto di scimiottare quell'esperienza dimenticandosi della realtà italiana e questi sono i risultati: il completo scollamento fra i candidati alle primarie (e conseguentemente del candidato al vertice dell'Istituzione) ed il Partito di riferimento.



lunedì 22 dicembre 2014

FONDAZIONE CARIGE e Regione Liguria verso il baratro.

Le pagine genovesi di "La Repubblica" del 22 dicembre 2014, illustrano la tragica situazione in cui versa la Fondazione CARIGE (http://genova.repubblica.it/cronaca/2014/12/22/news/fondazione_carige_un_nuovo_socio_o_la_fine-103480525/). 

Qualche parola va spesa su questa situazione.
Si tratta di una lenta morte, annunciata, nel silenzio della "politica" (quella buona) presente sul territorio ligure. 
Ma non solo, giacchè nel CdA e nel Consiglio di indirizzo della Fondazione sono presenti persone in rappresentanza di diverse Istituzioni e realtà economico-sociali delle Province di Genova ed Imperia.
E la Regione Liguria non è del tutto assente dalla vita della Fondazione!

Ricordiamolo nei momenti importanti di partecipazione alla vita politica ed amministrativa che ci attendono, prime fra tutte le prossime elezioni regionali della primavera 2015.

Le beghette da osteria per le primarie PD non sono "politica" (quella buona), ma dimostrano il limite del principale partito ligure nel sapersi confrontare con la realtà economica e sociale della nostra Regione: questo e null'altro dovrebbe far comprendere quanto sia importante "cambiare verso" in Liguria. 
Solo un cambiamento significativo che interrompa il "malgoverno" ventennale del PD e dei suoi accoliti passati e futuri - e qui penso alla "ruota del tacchino" che alcuni del NCD stanno facendo ad un candidato alle primarie - può salvare la nostra Regione dal baratro.

Un baratro di cui la situazione in cui versa la Fondazione CARIGE rappresenta un' esemplare realtà.

venerdì 12 dicembre 2014

GENOVA RIFIUTI. Città allo sbando.

La città è allo sbando ed in questa drammatica situazione emerge il silenzio sepolcrale del nostro sindaco Marco Doria. Il caso dell'AMIU, azienda partecipata al 100% dal Comune, è esemplare. Il ricorso al sub-appalto, su cui indaga la magistratura inquirente, è divenuto una costante. Alcune aziende sub-appaltatrici non svolgono il servizio sostenendo che sono in credito di pagamenti da parte di AMIU, altre sono inattive perchè non intendono assumere i dipendenti della precedente cooperativa che ha perso la gara. La discarica di Scarpino - da anni fuori norma - è stata di fatto chiusa a seguito dell'iniziativa congiunta della magistratura e della Provincia sicchè i rifiuti vengono avviati fuori Regione con costi aggiuntivi per AMIU e, di converso, per il Comune ed i cittadini genovesi. L'impianto della Volpara che ha sempre svolto funzione di polmone e processo dei rifiuti da avviare in discarica a Scarpino è al colasso e non riceve più rifiuti. La conseguenza di tutto ciò è una città con i rifiuti abbandonati per le strade e la surreale richiesta del Direttore generale dell'AMIU che al quotidiano genovese "Il Secolo XIX" dichiara  "Chiedo ai cittadini di portare pazienza, perché l’azienda è stata travolta da troppe situazioni. E rivolgo a tutti un altro appello: se trovate i bidoni pieni, tenetevi a casa i rifiuti. Plastica, carta. Quelli che non puzzano, diciamo». Per quanti giorni? «Diciamo per le Feste".
Nessuno dice che la responsabilità di tutto questo è costituita dall'inerzia del Comune di Genova - supportato adeguatamente dall'inerzia della Regione Liguria - che per anni si è trastullato su come risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti senza approdare ad alcuna decisione significativa.
Adesso i nodi sono giunti al pettine nel silenzio sepolcrale del Sindaco Doria e delle forze politiche (PD e SEL) che reggono la sua Giunta.
Intanto: 
  • il target della raccolta differenziata non è stato raggiunto e, sulla base delle attuali percentuali, il traguardo è ben distante nel tempo;
  • il piano industriale predisposto dall'attuale dirigenza AMIU è un panicello caldo che non risolve alcuno dei problemi;
  • l'ipotesi di privatizzazione, sia pure parziale, dell'AMIU è del tutto irrealistica stante la situazione in cui versa l'azienda e che tiene lontano gli investimenti di privati.
Si attendono notizie da Palazzo Tursi e si invitano gli elettori a ricordarsi di tuttò ciò - sommandolo agli altri danni che l'amministrazione PD (più cespugli vari) ha recato in questi lustri alla città - al momento delle elezioni.

lunedì 24 novembre 2014

IL 17,79% degli elettori sceglie il Presidente dell'Emilia Romagna

E così Stefano Bonaccini, inossidabile pubblico amministratore della scuderia del PD che non risulta - stando alla scheda depositato in Regione - abbia mai svolto alcuna attività lavorativa, è stato eletto Presidente della Regione Emilia Romagna.

Si deve stare attenti a valutare solo le percentuali dei voti ottenuti: 49,05 % per Bonaccini e 44,52% il PD.
Questi dati non tengono conto del quadro reale del risultato delle votazioni.
Infatti solo il 17,79 % degli elettori regionali ha espresso il suo voto a favore del Bonaccini:  3.460.402 elettori, solo 615.723 lo hanno votato. In concreto siamo in presenza di un Presidente che basa la sua "cadrega" su meno di 1/5 della popolazione.

Non solo, il PD ha raccimolato solo 535.104 voti, pari al 15,46% dell'elettorato.

Se poi si esamina il voto provincia per provincia si scopre che il alcune di esse il dato è molto inferiore in termine di voti e di percentuali.

Mi pare ci sia poco da rallegrarsi per questo risultato che, pur confermando il PD quale primo partito dell'Emilia-Romagna, dimostra quanto l'elettorato della Ditta abbia disertato le urne e sia scarsamente in sintonia con la dirigenza del Partito. Certo ci sono stati gli scandali dei consiglieri regionali, la condanna del Presidente uscente (causa prima dell'elezione anticipata), però tutto questo non basta a giustificare un risultato del genere. 

Ne basta la considerazione della scarsa affluenza alle urne - 39,49% dei votanti. Chè, anzi, costituisce un ulteriore motivo negativo per la tenuta del PD in queste terre.

giovedì 23 ottobre 2014

VIRTU' TAUMATURGICHE PER GENOVA

Torno volentieri sull'argomento dell'"affresco", predisposto dall'architetto e senatore a vita Renzo Piano per ridisegnare il waterfront di levante del porto di Genova, grazie all'intervento di un altro architetto che a Genova ha lasciato l'impronta importante del recupero di Palazzo Ducale: Giovanni Spalla.
I dubbi e le perplessità che avevo enunciato nel mio blog dello scorso 4 ottobre, trovano una puntuale evidenziazione - ovviamente più strutturata e documentata delle mie argomentazione - in quanto scritto nell'intervento di Giovanni Spalla su "IL SECOLO XIX" di mercoledì 22 ottobre 2014.


Riporto l'articolo cui - al momento - nessuno di coloro che sono stati chiamati in causa ha commentato. 


Mi pare importante che un big dell'architettura - le cui convinzioni di sinistra non sono mai state discusse - esprima la sua motivata contrarietà verso un progetto così definito "L'idea nasce morta, frutto di un sogno infantile anche se fatto da vecchi!" e chiami in causa la cosidetta Triplice Alleanza Doria-Merlo-Burlando  che considera questo progetto di Piano un intervento taumaturgico per lo sviluppo di Genova, a fronte della loro dimostrata incapacità a risolvere i problemi di cui soffre da decenni la città.


Leggere che questo progetto non convince dal punto di vista urbanistico, idraulico, economico e procedimentale fa un certo effetto perchè la critica non proviene dai soliti "comitati contrari a tutto" o dai cosidetti "poteri forti ...ed occulti" genovesi. 



domenica 19 ottobre 2014

TI AUMENTO LE TASSE REGIONALI

Pare che il Governo sia intenzionato a diminuire l'entità dei trasferimenti alle Regioni ed Enti Locali. 

La risposta, corale, dei Presidenti delle Regioni - ma è da credere che analogo ragionamento stai maturando da parte dei Sindaci - è quella di procedere all'aumento dei tributi regionali, sì da compensare i tagli governativi ed evitare di ridurre il livello quali-quantitativo dei servizi sanitari e sociali per i propri concittadini.

Va da sè che un provvedimento del genere vanificherebbe lo sforzo governativo teso a ridurre il carico fiscale sui cittadini.

Ma questi Presidenti non hanno proprio alcun ritegno, sono dei senza vergogna: la cronaca di questi ultimi anni gronda delle spese pazze effettuate con i soldi dei contribuenti da parte dei Consiglieri regionali grazie a Leggi regionali ad hoc, per non parlare dello sperpero negli acquisti di beni e servizi, degli emolumenti per la dirigenza regionale, per il numero elevato di dirigenti rispetto al personale dipendente e mansioni espletate e l'elenco può continuare.

La sola Regione Liguria trarrebbe un sicuro vantaggio risparmio:
  • diminuendo il numero delle ASL da 5 ad un'unica ASL regionale;
  • realizzando una sola Azienda di Trasporto regionale, giacchè la tanto decantata Agenzia regionale è un pannicello caldo che non comporta alcun risparmio;
  • diminuzione delle posizioni dirigenziali;
  • eliminazione totale dei contributi economici ai Gruppi Regionali;
  • revisione delle agenzie pubbliche per l'impiego (cui corrispondono corrispettivi di finanziamento).
Altro che revisione dei tickets sanitari o diminuzione delle prestazioni socio-sanitarie.

venerdì 17 ottobre 2014

BURLANDO, PD E LA LIGURIA. PER NON DIMENTICARE

Un articolo di Ferruccio Sansa pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/17/burlando-cosi-in-trentanni-ha-distrutto-la-liguria/1159063/) ripercorre la presenza di Claudio Burlando in Liguria e ne sottolinea i danni causati da tale presenza (forse ha dimenticato la vergogna del sottopasso di Caricamento).

Ma il problema non è la presenza di Burlando (lui è un abile direttore d'orchestra), bensì il sistema di potere del PD (in massima parte costruito con la presenza di persone ex-PCI) che tutto controlla e gestisce in questa povera Liguria.

Rammentare il film "Le mani sulla città" è andare vicino alla realtà del problema ligure. 

Nella sua azione questo sistema di potere è riuscito a spappolare qualsiasi tipo di opposizione sicchè le prossime elezioni, salvo un terremoto elettorale, saranno una pura formalità per confermare lo strapotere del PD.

domenica 12 ottobre 2014

ALLUVIONE? COLPA DEL BAJON

Alluvione di Genova 2014. Per chi ha amministrato Genova (e mi limito a parlare di Genova, anche se tante altre località della Provincia sono state colpite dal fenomeno alluvionale) la colpa è sempre di qualcun altro: della giustizia amministrativa, della mancanza di risorse, degli ambientalisti che creavano problemi (ma non facevano parte essenziale della maggioranza?), di chi non li aveva avvisati per tempo. 

Mai la responsabilità appartiene ai vari Burlando (ora Presidente della Regione, ma già sindaco di Genova),Montaldo (ore vicepresidente regionale ed assessore alla sanità, ma per anni assessore a Genova), Doria (sindaco di Genova e Presidente Città Metropolitana), Paita (assessore regionale alla Protezione civile e probabile candidato Presidente Regione Liguria).

C'è un "fil rouge" che lega questi irresponsabili: sono tutti espressione della sinistra che ha governato Genova e la Liguria negli ultimi vent'anni (almeno....); tre del PD (ma del filone PCI) che ha egemonizzato tutto e tende a riciclarsi come "renziano" per le prossime elezioni regionali; un PD che ha gestito tutte le scelte urbanistiche con mano ferrea.
Una correità che chiama in causa anche i parlamentari genovesi del PD Lorenzo Basso e Marco Tullo (l'uno ex-consigliere regionale e l'altro ex-assessore comunale di Genova) entrambi rimasti sinora silenti sulle vicende dell'alluvione; perlomeno la Pinotti era sul pezzo già dal primo momento come Ministro della Difesa. 

Ma alla fin fine che importa se anche questa volta c'è scappato il morto, i danni sono ingentissimi - in una città già piegata dalla cattiva amministrazione edalla recessione economica - e resta solo il fango da spalare.

E' SEMPRE COLPA DEL BAJON!

sabato 4 ottobre 2014

L'ARTE DELL'AFFRESCO SI CHIAMA PIANO

Periodicamente da "Punta Nave" in quel di Vesima, all'estremo ponente di Genova, scende in città un nuovo progetto per il waterfront del porto di Genova. 

Si chiama sempre "affresco", ma è sempre lo stesso che viene rivisitato e presentato come la panacea dei problemi urbanistici e portuali agli amministratori genovesi che si dilettano ad andare "per farfalle" anzicchè amministrare con realismo il territorio genovese. 

Regione Liguria, Comune, Autorità Portuale (accomunate dall'essere espressione univoca del PD), scoordinate - da sempre - nelle loro attività amministrativa e distratte rispetto agli atti amministrativi in essere od in corso, si innamorano ciclicamente dei sogni dell'architetto Renzo Piano. 

Peccato che la professionalità del nostro "senatore a vita" trovi riscontro in realizzazioni che onorano il nostro Paese all'estero, realizzazioni che sono sempre precedute dalla disponibilità economiche perchè i progetti si traducano in opere; mentre - salvo alcuni casi - a Genova restano sogni perchè gli Enti pubblici non dispongono di risorse per dar corso ai numerosi "affreschi" predisposti da Renzo Piano.

Basta guardare le immagini dell'affresco per comprendere come le opere immaginate

  1. comportino uno sforzo economico-finanziario pressocché impossibile con lo stato delle disponibilità attuali e future;
  2. resteranno tali per decenni e, nel frattempo, diventeranno obsolete perchè saranno cambiate le esigenze del porto e della città;
  3. non tengano conto di altre ipotesi di lavoro, quali il tunnel sub-portuale o la costruzione di un nuovo bacino di carennaggio.
Sembra che la logica che ispira questi amministratori del PD (Burlando, Doria, Merlo) sia quella di inseguire dei sogni, non di realizzare il possibile - in tempi certi - con le risorse di cui si dispone.

Al prossimo "affresco"..........

lunedì 22 settembre 2014

JOBS ACT. Soddisfa il bene comune?



Se la risposta a questo interrogativo è positiva, allora occorre impegnarsi a fondo per spazzare via veti e preclusioni ideologiche ed evitare che diventi terreno di scontro fra fazioni e corporazioni. 

Giocare, su questo tema la partita degli schieramenti o delle ideologie del secolo scorso o delle rendite di posizione è decisamente criminale.

Forse è opportuno ricordare a noi stessi che la Costituzione si apre con questa dichiarazione “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, da cui ne consegue che  il lavoro deve esserci, per tutti, con uguali diritti e doveri senza privilegi di alcun tipo per nessuno siano essi lavoratori dipendenti, autonomi, pubblici o privati.

Per questo il criterio del bene comune, concretamente legato alle persone in carne ed ossa, deve prevalere nella valutazione dei contenuti del Jobs act.

domenica 14 settembre 2014

CARLO, UN RE POCO FELICE. Riflessioni sul Teatro dell'Opera di Genova

Carlo Felice di Savoia, re di Sardegna, mai avrebbe immaginato le traversie che si sono abbattute sul teatro che ne porta il nome.
Non fossero stati sufficienti il bombardamento della 2^ Guerra Mondiale, nè la ricostruzione (alquanto faraonica vista la potenzialità dell'utenza ed i costi di gestione conseguenti), nè le costanti soppressioni di recite a causa delle manifestazioni sindacali, adesso sul "suo" teatro si è abbatte una gestione amministrativa alquanto chiaccherata.

Dopo aver scoperto che Banca CARIGE applica - ma non è l'unica banca ad avere questo vizietto - gli interessi anatocistici (interessi sugli interessi) sarebbe stato doveroso richiedere immediatamente a Banca CARIGE la restituzione di quanto indebitamente percepito. Invece no, si tergiversa - nonostante il bilancio dell'Ente sia in rosso ed il recupero degli interessi anatocistici possa riportarlo in attivo. 
Il sopraintendente Pacor, finalmente, si rivolge ad uno studio bolognese specializzato nel recupero di questi interessi, ma viene sconfessato dal CdA presieduto dal Sindaco Doria: anzi non gli viene rinnovato il mandato.
Ancora un po' di ripensamenti ed il Sindaco Doria - bontà sua - affida la pratica ad uno studio legale genovese che si scopre - salvo che le notizie diffuse dalla stampa siano false - essere studio legale di riferimento di Banca CARIGE.

Ma non basta, Banca CARIGE avrebbe applicato (secondo le valutazioni dello studio bolognese suddetto) tassi usurari sulle operazioni di factoring (anticipazione di cassa su contrbuti pubblici da versare sul conto) gestite dalla banca per conto dell'Ente per il periodo 2009-2012; se questo si dimostrasse vero i bilanci del teatro verrebbero immediatamente risanati. 

Ma il sindaco Doria non ritiene "scorretto" far tutelare gli interessi del teatro da uno studio legale che tutela gli interessi opposti a quelli del Teatro?
Fa tenerezza - per non dire altro - sentire il Segretario Provinciale del PD dichiarare di comprendere la prudenza del Sindaco Doria, visto che Banca CARIGE è uno sponsor del teatro........

Forse, in tutta questa vicenda, a qualcuno del CdA sfugge che in questi anni sono stati richiesti pesanti sacrifici economici ai dipendenti del teatro per poter risanare la situazione di bilancio.
 
Una  matassa ingarbugliata che evidenzia, con estrema chiarezza, un altro aspetto della "mala amministrazione" di Genova da parte del PD (e dei suoi predecessori storici DS e PDS) che da anni gestiscono Genova ed il suo Teatro dell'Opera.




 

sabato 13 settembre 2014

«Ricatti sul nuovo Lido», indagati politici e avvocati

Dopo mesi di silenzio torna all'onore della cronaca cittadina l'affaire Lido. Secondo le indiscrezioni filtrate dal Palazzo di Giustizia sarebbero confermate il coinvolgimento di una ex- assessore comunale (poi regionale) dell'IvD (il fu partito tutto legalità di Antonio di Pietro) e di un-ex parlamentare dello stesso partito nel tentativo - peraltro riuscito - di bloccare la riqualificazione urbanistica dell'area del Lido di Albaro. 
Con nobili motivazioni - e poteva essere altrimenti ? - di carattere ambientale venne posto il veto sull'operazione sino ad ipotizzare la crisi della Giunta Comunale della Marta Vincenzi (PD) e della Giunta Regionale di Claudio Burlando (PD). 
Come era facile comprendere, già in allora, le motivazioni non avevavano nulla di nobile ma discendevano da meri interesssi - leggi mazzette - di natura economica ed intrecci poco puliti con un mondo economico del mattone che si allargava anche ad altre località della Liguria.

Fa specie che il PD non abbia saputo resistere a tale becera offensiva senza reagire. Ma, già allora, si comprese che per il potere si fa questo ed altro!

mercoledì 10 settembre 2014

BOSTON VALZER IN SALSA ARABA.

I giri di valzer degli Stati Uniti d'America sono la principale causa delle turbolenze presenti nel Medio Oriente e nel Nord-Africa. Ma sono, anche, causa di perdita di credibilità e fiducia da parte di Paesi alleati nei confronti degli USA.
Quanto è successo in Medio Oreinte è veramente significativo: prima si aiutano e si sostengono gli oppositori ai regimi a-democratici della Siria e dell'Iran, poi - quando questi oppositori diventano pericolosi ed ingestibili - li si contrasta militarmente, senza però eliminare le loro fonti di finanziamento e di sostegno logistico.
Adesso, altro giro di valzer, a Gedda per costituire un'alleanza contro il cosidetto Califfato islamico; il rischio è quello di confermare gli interessi particolari di alcuni partner arabi ed ignorare le aspettative dei Curdi. Un sicario non potrebbe fare di meglio. 




sabato 6 settembre 2014

Dichiarazione inopportuna di alcuni deputati PD

Alcuni deputati PD (Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi e Gero Grassi) hanno criticato pesantemente la dirigenza RAI per aver riproposto - nella serata venerdì 5 settembre - il concerto di Al Bano a Mosca giudicandolo filo-russo (sic!) ed inopportuno visto le vicende ucraine.
Io ritengo inopportuna la dichiarazione di questi tre deputati PD, sia perchè intervengono sulla sfera di competenza autonoma della dirigenza RAI, sia perchè non comprendono che ogni artista in terra straniera usa tutti i mezzi per la "captatio benevolentiae" del pubblico in sala.
Peraltro, un buon rapporto fra l'Italia e la Russia (ma anche fra i Paesi UE e la Russia) è ampiamente auspicabile anche se da parte di scalcinati politici si opera per deteriorarli.
L'Italia, fedelissima della NATO, ha intessuto rapporti economici e politici autonomi estremamente vantaggiosi per il nostro Paese ai tempi della "guerra fredda": altri tempi, altri politici...di qualità! Adesso un PD smandruppato si sbraga di fronte ai diktat di un Obama qualsiasi.

giovedì 4 settembre 2014

Chi vuole la pace opera per la pace


Tutto quello che si poteva fare per determinare una situazione di conflittualità fra la Russia e l'UE è stato fatto. Dalla scriteriata proposta di un accordo economico UE-Ucraina, alle sanzioni economiche contro la Russia, alle manovre militari NATO a ridosso della frontiere russe.
Solo analisti col cervello bacato potevano immaginare che la Russia avrebbe lasciato fare e così, piano piano, il livello del rischio si è'alzato e l'Europa si ritrova con lo spettro della guerra alle porte.

Siamo ben distanti dallo "spirito di Pratica del Mare" ove la Russia di Putin venne ammessa al "club dei 20" come così scriveva "la Repubblica" del 28 maggio 2002 " Con la firma da parte dei 19 paesi membri della Nato e della Russia della Dichiarazione di Roma, le porte dell'Alleanza atlantica si sono aperte all'ex potenza comunista. I capi di Stato e di governo dell'Alleanza e il presidente russo Vladimir Putin, riuniti nella base militare di Pratica di Mare, hanno in questo modo messo la parola fine alla contrapposizione che ha caratterizzato gli anni della guerra fredda, e inaugurato una nuova visione unitaria degli equilibri mondiali, che ha come obiettivo primario la lotta contro il nemico comune del terrorismo.

Formalmente la Dichiarazione di Roma, firmata a fine mattinata, crea un Consiglio a venti, composto dai paesi Nato e dalla Russia. In questa sede i membri potranno discutere e adottare decisioni su base paritaria su nove temi: lotta al terrorismo, gestione delle crisi, non proliferazione delle armi di distruzione di massa, controllo degli armamenti e misure di rafforzamento della fiducia reciproca, difesa contro i missili di teatro, operazioni di salvataggio in mare, cooperazione militare e riforma dei sistemi di difesa, piani a fronte di emergenze civili, sfide e nuove minacce. Le decisioni, hanno spiegato i leader, verranno prese con il metodo del "consenso", sulla base di "un dialogo comune
".