martedì 24 marzo 2015

Le dimissioni ......provvidenziali (per Renzi) del Ministro Lupi-

Potrei dire tanto sul comportamento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi in occasione della vicenda Lupi.

Mi limito ad osservare quanto le dimissioni di Lupi da Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti siano state "provvidenziali" per Matteo Renzi che, di botto, si ritrova a capo di un Ministero - sia pure ad interim - con elevata capacità di spesa. Ma soprattutto nel momento in cui occorre decidere sulla riforma della portualità italiana (che Lupi aveva difeso dalla liberalizzazione dei servizi tecnico-nautici e della manodopera portuale tentata dalla ministro Guidi) e  sull'avvicendamento dei vertici di diverse Port Authority.
A questo deve aggiungersi che finalmente Renzi corona il suo vecchio desiderio di portare alle sue dirette dipendenze la "struttura tecnica di missione" (art.163 del D.Leg. 163/2006) con tutte le implicanze economiche ed amministrative che comporta.

mercoledì 18 marzo 2015

ANM vs. GOVERNO: C’è un clima cileno, del Cile del 73.

Non ha peli sulla lingua Piero Sansonetti che, nell'intervista concessa a "Il Sussidiario" odierno dichiara: "Ieri il Premier ha ricevuto una minaccia dalla magistraturadi tipo golpista. Quando il presidente dell'ANM, Rodolfo Sabelli, dice al presidente del consiglio che "i magistrati sono stati virtualmente schiaffeggiati ed i corrotti accarrezzati", è un avvertimento degno dell'Argentina di Videla" e così prosegue " è una situazione pericolosissima, perchè i magistrati sono un potere forte, stanno facendo pagare al governo il fatto che sono state accorciate le loro ferie ed è stata introdotta la responsabilità civile, che costerà al massimo 100 euro di assicurazione l'anno. I magistrati sono scatenati e potrebbero fare di tutto, l'uscita dell'ANM di eri è di una gravità inaudita".

Se il Presidente dell'ANM ha pronunciato concetti molto discutibili, non è da meno il Segretario dell'ANM  che secondo quanto apparso su "La Repubblica" odierna dichiara: "Anche con il governo Renzi non è finita la delegittimazione dei magistrati cominciata da più di 20 anni", dice Maurizio Carbone, secondo il quale le riforme "che hanno riguardato i magistrati, sulla responsabilità civile e sulle ferie, sono state accompagnate da slogan delegittimanti".

Sicchè non pare infondato il commento che compare sul "Le cronache del Garantista" odierno, sempre a firma di Piero Sansonetti a proposito del caso Lupi:
"Mi pare che nessuno abbia difeso Lupi. Questa è la vera vergogna. Un ceto politico pusillanime, intimidito, tremante, vigliacco. Scusate il gioco di parole: pecore, si lo hanno sbranato le pecore. E intanto i pastori tedeschi dell’Anm hanno aggredito Renzi. Gli hanno detto: ”Tu carezzi i corrotti e punisci i giudici”. E’ un avviso: non di garanzia, di guerra. Un messaggio che dice: o ritiri ogni disegno di riforma della giustizia, e rientri nel tuo recinto del Jobs Act, o ti spezziamo le reni. C’è un clima cileno, dico del Cile del 73".

Eppure, credo, che i magistrati dovrebbero sentirsi puù che garantiti dal fatto che il Presidente del Senato, il Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, i Presidenti delle Commissioni Giustizia al Senato ed alla Camera, il Presidente dell'Authority anti corruzione sono tutti magistrati, così come lo sono molti senatori e deputati sia di maggioranza, sia di opposizione, per non dimenticare la pletora di magistrati distaccati presso il Ministero di Grazia e Giustizia. Se questa non è una lobby, qualcuno deve spiegare cosa sia una lobby! 

Forse è necessario ed opportuno che ognuno rientri nei propri ranghi, ad iniziare dall'Associazione Nazionale Magistrati ( o dei suoi vertici......), ricordandosi ciò che il Presidente Cossiga affermò autorevolemente circa il fatto che la Magistratura è un Ordine e NON un Potere dello Stato.


domenica 15 marzo 2015

LA COLPA E' DELL'UE, ma la Grecia se la prende con la Germania.



Fa notizia la volontà espressa dalla Grecia di ottenere il risarcimento per i danni di guerra causati dalla Germania durante la seconda guerra mondiale; nella speranza che non segua analoga richiesta all'Italia che iniziò la guerra contro la Grecia è opportuno svolgere alcune considerazioni al riguardo.

La questione può essere inserita solamente in una visione di allentamento temporale degli oneri richiesti alla Grecia da parte dell'UE, allentamento cui è contraria non solo la Germania, ma altri Paesi UE quali la polonia, la Finlandia, la Spagna, l'Irlanda ecc.
Credo sia giusto rammentare come gli Alleati non imposero alla Germania il risarcimento dei danni di guerra causati ai Paesi invasi durante la II Guerra mondiale memori di come questa misura adottata dopo la Prima Guerra Mondiale condusse la Germania fra le braccia del nazismo e produsse un altro conflitto bel più sanguinoso e devastante.
Le misure risarcitorie adottate si espressero sostanzialmente nell'occupazione alleata della Germania e dell'Austria e nel loro disarmo.

Occorre qui ricordare come la Germania sia stata esclusa, per volere dei Paesi Alleati, dal novero dei firmatari dei Trattati di Parigi del 1947 avendo subito la nazione tedesca il fenomeno della debellatio in seguito all'occupazione totale del suo intero territorio e alla conseguente soppressione di qualsiasi governo germanico (nota: la debellatio è un istituito considerato attualmente desueto dal Diritto Internazionale); la Germania, conseguentemente, aveva cessato di essere un soggetto di diritto internazionale e, quindi, non poteva firmare alcun Trattato, ma subire le decisioni adottate dalle Potenze Alleate che si spartirono l’Amministrazione del territorio tedesco.
Va anche sottolineato come le Potenze Alleate (Francia, UK, USA ed URSS) assunsero il ruolo di “supreme authority” e NON la sovranità sul territorio tedesco; fatto questo che si interseca con la richiesta greca dei nostri giorni, giacchè “qualora si fossero stati reputati titolari della sovranità sulla Germania…. sarebbero stati considerati successori del Reich ed avrebbero dunque dovuto rispondere dei debiti contratti dalla Germania nazista inclusi quelli relativi alle riparazioni di Guerra”. (cfr. L' occupazione «ostile» nel diritto internazionale contemporaneo, di Annoni Alessandra; Giappichelli Editore).

A distanza di decenni riproporre il tema delle riparazioni di guerra fra Paesi membri dell'UE e della NATO è veramente fuori luogo e può attrarre solamente lo sciovinismo dei popoli: con tutte le conseguenze negative sulla pace in Europa.
Pertanto, la richiesta greca si può porre solamente quale stimolo per un ripensamento della politica economica UE e per un sostegno – meno stringente e colassante per le popolazioni – ai Paesi UE in difficoltà.



martedì 10 marzo 2015

BALTICI E RUSSI METTONO ALLA PROVA L'EUROPA


 
  • dove il mare si confonde con la terra e non esiste un confine morfologicamente definito,
  • dove le culture si sono incontrate e scontrate nei secoli, 
  • dove la Lega Anseatica ne organizzò il commercio e l'economia, 
  • dove l'Ordine Teutonico costruì un impero sovrapponendosi ai potentati locali,
  • dove gli eredi dell'Ordine Teutonico passati al luteranesimo fondarono la Prussia mentre altri costituirono il nerbo dei Baroni baltici, 
  • dove la demarcazione fra cattolici ed ortodossi fu prima di tutto evento identitario e fragile linea di confine fra i territori russi e quelli polacco-lituano-asburgici,
  • dove sussite un odio, mai sopito, fra le popolazioni baltiche e quelle russe,
  • dove Curlandia, Livonia, Volinia, Galizia, Podolia evocano l'evolversi della storia,
  • dove un fragile equilibrio, frutto di una storia complessa, marca i rapporti fra quei popoli in cui nessuno ha ragione e tutti hanno torto,
  • adesso occorre operare per una convivenza possibile senza evocare i fantasmi - veri - del passato.
L'Unione Europea sappia ritrovare la strada - intrapresa anni orsono a Pratica di Mare - per un' Europa di cui la Russia sia parte. 

mercoledì 4 marzo 2015

CALIFFATO, turco od arabo?

Un Islam senza frontiere, storicamente, non è mai esistito. Sin dalle origini c'è stata una frattura fra gli Ommayadi e gli stati musulmani della penisola iberica. Gli Almoravidi e gli Almohadi (entrambi provenienti dall'Africa) che si installarono nella penisola iberica non avevano alcun rapporto col Califfo che sedeva a Damasco (prima) ed a Bagdad (dopo). 
Nè si può ignorare la realtà statuale dei mussulmani in Persia e nei vari potentati che si affacciavano sull'Oceano Indiano. Nel corso della storia, l'impero Moghul e gli emirati delle lande a nord del Mar Caspio non erano per nulla collegate ad un unico stato islamico. 
L'unica realtà statuale che ha dato una parvenza di unità al mondo islamico è l'Impero Ottomano da cui, comunque, restavano escluse le realtà persiane ed indo-afgane; non a caso il titolo di califfo fu assunto dagli Ottomani e la sede del califfato fu trasferita ad Istambul ove rimase sino alla sua abolizione, nel 1924, da parte di Kemal Ataturk.

Anche dopo il disfacimento dell'Impero Ottomano - e l'abolizione del califfato - le divisioni nel mondo mussulmano (inteso comma umma) continuano a sussistere e le linee di frattura sono costituite dalle diverse componenti etniche che distinguerei in arabe, iraniche, indo-pakistane-afghane, maghrebine (forte la componente berbera), turche, egiziane e bosniaco-albanesi.

A queste si sommano le divisioni di tipo confessionale: sunniti, sciiti, karigiti solo per citare le più numerose.

In conclusione siamo di fronte, a mio parere, ad un riassetto di potere su territorio del Medio Oriente che coinvolge circa il 20-25% dei mussulmani; un riasetto che rimette in discussione - giustamente - le frontiere imposte al mondo arabo (e in parte a quello turco) dalle potenze vincitrici della 1^Guerra Mondiale. 

Il futuro ci dirà se il Califfato sarà ripristinato e, sopratutto, se sarà in mano alle popolazioni turche od a quelle arabe.

martedì 3 marzo 2015

NO SLOT



Grazie alla nuova legge delega fiscale tutti i provvedimenti legislativi emessi dalle tante regioni che si erano adoperate per limitare le slot-machines e video-poker saranno resi vani, annullati da una legge nazionale che si ostina a voler rendere legale e regolamentare ciò che è moralmente inaccettabile, normalizzando il gioco d’azzardo che, incontrastato, avrà campo libero per infilarsi sempre più nella quotidianità, protetto dalla legge.

Non si può accettare di  veder vanificati anni di contrasto e di creazione di una nuova cultura.

Cari politici che vivete nel paese della meraviglie, è ora di fare i conti con il mondo reale dove l’87% dei più giovani definisce l’azzardo come malattia e rischio. Dovete prendervi la responsabilità delle vostre azioni per il bene della gente (o il vostro?), occuparvi e ascoltare veramente i vostri e nostri territori, che vanno oltre i confini del Parlamento e che da tempo combattono qualcosa che, ubriachi dei vostri interessi, non volete affrontare o che, condizionati dalle lobby, non volete vedere. Y