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lunedì 12 dicembre 2016

Matteo Renzi. il PD e gli sgabelli...

Oggi Direzione Nazionale PD; Il Segretario Renzi interviene mentre il suo alter ego si appresta a sciogliere la riserva (come dire "oh via, un conti nulla"). Un discorso che nulla dice sull'esito del referendum (ne parleremo....è roba del passato) ed ingrana la marcia sul futuro (discorsi già sentiti.....) perchè l'Italia lo merita. Chicca essenziale: mai, prima del suo arrivo al Nazzareno, il PD ha preso il 40% dei consensi e quindi solo lui è in grado di portare alla vittoria elettorale il PD (peccato che molti di quei SI non siano ascrivibili ad elettori del PD.....).
Insomma il PD non è andato a sbattere, anzi ha fatto una politica che gli Italiani non hanno compreso, ma.....è quella giusta! 
Se c'era bisogno di una prova provata del continuismo tra il vecchio PCI (che Renzi non ha praticato per questioni anagrafiche, ma deve aver assorbito in modo ignoto) e l'attuale PD è finalmente arrivata: il Partito ha sempre ragione (ovviamente il Partito sono i suoi capi) e tutti gli altri non capiscono niente!
 
E c'è ancora chi corre a fare da sgabello a questi personaggi....

mercoledì 9 marzo 2016

AMIU GENOVA. Tassello del sistema di potere PD

Il coperchio che copriva la maleodorante AMIU è stato finalmente sollevato dalla magistratura inquirente (che era già intervenuta alcuni mesi fa) e sta evidenziando tutto il malcostume e l'innefficienza che i genovesi toccano di mano....e di tasca tutti i giorni.
Però si deve essere chiari: ricordare che quanto succede all'AMIU fa parte di una serie di malagestione amministrativa che contraddistingue la nostra città da diversi decenni, periodo in cui il "potere" è sempre stato nelle mani del PD. Pertanto, quanto sta emergendo non è altro che la conseguenza del "sistema di potere PD".
Sicuramente seguiranno altre soprese.

lunedì 11 gennaio 2016

ILVA. I lavoratori hanno ragione. Genova pure!

Oggi circa 400 dipendenti geneovesi dell'ILVA hanno manifestato per le vie di Genova ed occupato - con la dissociazione di FIM ed UILM - Palazzo Tursi. (leggere la cronaca su "Il Secolo XIX odierno http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2016/01/11/AS8q1V8-centro_cornigliano_giorno.shtml).

I lavoratori dell'ILVA hanno ragioni da vendere, così come ce l'ha l'intera città di Genova. Entrambi hanno subito un Accordo di programma delittuoso e nocivo per tutti. 
Però bisogna anche ricordare chi ha sostenuto e voluto quell'Accordo e chi lo ha gestito, in primis il PD e gli Enti Locali a guida PD.
 
Sarebbe opportuno e doveroso, nella salvaguardia dei livelli occupazionali, rivedere quell'Accordo e guardare avanti verso soluzioni diversificate circa il futuro dell'ILVA - e non è detto che la stessa sia vendibile a terzi stanti i problemi giuridici sulla proprietà della stessa che cmq. è pur sempre dei Riva - e delle aree di Cornigliano su cui insiste lo stabilimento.

Ricordare che l'industria siderurgica è un asset essenziale per il nostro Paese non va mai dimenticato!

lunedì 4 maggio 2015

ITALICUM o DEL 2° ROUND DEL CONGRESSO PD

La Camera dei Deputati ha approvato a scrutinio segreto con 334 voti favorevoli, 4 astenuti e 61 contrari la nuova legge elettorale, il cosidetto "ITALICUM". Al momento del voto erano assenti dall'aula i deputati di FI, SEL, M5S, e FdI. Tecnicamente il Governo è "andato sotto" di 44 voti rispetto ai 378 che dovrebbe ricevere sulla base della maggioranza che gli votò la fiducia il 25 febbraio 2014.

Si è così concluso il secondo round dell'ultimo Congresso Nazionale PD.
Non era il merito della legge elettorale che contava, nè la pressione - indecente - compiuta dall'Esecutivo sul Legislativo.
Quello che contava era riuscire a "stracciare" - anzi asfaltare come usa dire Renzi - ciò che restava dei suoi avversari all'interno del PD.
Risultato raggiunto. 
Adesso gli ultimi epigoni della "Ditta" stiano zitti ed a cuccia oppure si trovino un'altra collocazione!

sabato 7 febbraio 2015

Mutazione genetica in itinere.

Il passaggio di un nutrito numero di senatori dal Gruppo di Scelta Civica al Gruppo PD costituisce l'ultimo episodio di una sequela di quasi 200 parlamentari che nel corso di appena due anni di legislatura hanno cambiato gruppo di appartenenza. 

Ascrivere questi comportamenti al "trasformismo" che ammorba la politica italiana non impedisce di considerare come questi parlamentari siano stati "nominati" dalle rispettive Segreterie di Partito (o dai "ras" del momento) anzicchè eletti dal corpo elettorale. 

Questo dovrebbe far riflettere coloro che considerano utile conservare il sistema della nomina anche nella legge elettorale in corso di elaborazione in Parlamento (il c.d. Italicum) al fine di garantire la stabilità dell'Escutivo, giacchè nessun Esecutivo è al riparo dal "cambio casacca" qualora non siano introdotti correttivi che costringano un parlamentare a non poter cambiare gruppo nel corso della legislatura. 
Non credo che sia sufficiente agire sul Regolamento della Camera/Senato, ma credo sia necessaria una norma inserita nel testo legislativo dell'Italicum o, stante la vigente Costituzione, un intervento di livello costituzionale.

Tuttavia, questa trasmigrazione fa emergere la mutazione genetica avviata nel PD ove sta annacquandosi l'identità fondante del Partito, frutto dell'incontro della cultura politica comunista con quella della sinistra DC (quella che D'Alema definì un amalgama non riuscito). 
L'avvento di Renzi alla Segreteria Nazionale PD ha impresso un accelerazione spregiudicata verso un pragmatismo in cui ideali e cultura politica non incidono minimamente sulle scelte di governo.

Lo stesso concetto di Partito della Nazione (mutuato da un'idea di Pierferdinando Casini che non ebbe, però, la forza e la capacità politica di realizzarla) supera idealmente e concettualmente il PD, aprendosi a tutti coloro che vogliono correre in questa direzione priva di una meta precisa, salvo un generico riformismo delle strutture e degli assetti della governance del Paese.
Siamo ben lontani dalla politica di un partito di centro, interprete delle aspirazioni della classe media del Paese e capace di mediare fra le diverse anime e culture della nostra Italia.

Una legge elettorale che prevede l'assegnazione del premio di maggioranza alla lista (e non alla coalizione) che ottiene una percentuale del 40% di suffragi, è del tutto funzionale a questo processo di mutazione in atto.

Immaginare che possa esistere una forza politica alternativa al PD che realisticamente possa contrastarne la vittoria alle elezioni politiche appare del tutto illusorio, sia per la debolezza intrinseca delle "frattaglie" partitiche che sono rimaste in campo, sia per la mancanza di leaders credibili, sia per la mancanza di ideali politici da contrapporre al pragmatismo di Renzi e dei suoi accoliti.

A sinistra del PD, probabilmente, si costituirà un raggruppamento per raccogliere quanto rimane degli ideali fondanti del PD originario sempre che non scada nella protesta - velleitaria per l'Italia - alla Tsyriza.

Se qualcuno dovesse porre la questione se tutto questo sia un bene per il nostro Paese, la risposta non può che essere negativa.

lunedì 24 novembre 2014

IL 17,79% degli elettori sceglie il Presidente dell'Emilia Romagna

E così Stefano Bonaccini, inossidabile pubblico amministratore della scuderia del PD che non risulta - stando alla scheda depositato in Regione - abbia mai svolto alcuna attività lavorativa, è stato eletto Presidente della Regione Emilia Romagna.

Si deve stare attenti a valutare solo le percentuali dei voti ottenuti: 49,05 % per Bonaccini e 44,52% il PD.
Questi dati non tengono conto del quadro reale del risultato delle votazioni.
Infatti solo il 17,79 % degli elettori regionali ha espresso il suo voto a favore del Bonaccini:  3.460.402 elettori, solo 615.723 lo hanno votato. In concreto siamo in presenza di un Presidente che basa la sua "cadrega" su meno di 1/5 della popolazione.

Non solo, il PD ha raccimolato solo 535.104 voti, pari al 15,46% dell'elettorato.

Se poi si esamina il voto provincia per provincia si scopre che il alcune di esse il dato è molto inferiore in termine di voti e di percentuali.

Mi pare ci sia poco da rallegrarsi per questo risultato che, pur confermando il PD quale primo partito dell'Emilia-Romagna, dimostra quanto l'elettorato della Ditta abbia disertato le urne e sia scarsamente in sintonia con la dirigenza del Partito. Certo ci sono stati gli scandali dei consiglieri regionali, la condanna del Presidente uscente (causa prima dell'elezione anticipata), però tutto questo non basta a giustificare un risultato del genere. 

Ne basta la considerazione della scarsa affluenza alle urne - 39,49% dei votanti. Chè, anzi, costituisce un ulteriore motivo negativo per la tenuta del PD in queste terre.

venerdì 17 ottobre 2014

BURLANDO, PD E LA LIGURIA. PER NON DIMENTICARE

Un articolo di Ferruccio Sansa pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/17/burlando-cosi-in-trentanni-ha-distrutto-la-liguria/1159063/) ripercorre la presenza di Claudio Burlando in Liguria e ne sottolinea i danni causati da tale presenza (forse ha dimenticato la vergogna del sottopasso di Caricamento).

Ma il problema non è la presenza di Burlando (lui è un abile direttore d'orchestra), bensì il sistema di potere del PD (in massima parte costruito con la presenza di persone ex-PCI) che tutto controlla e gestisce in questa povera Liguria.

Rammentare il film "Le mani sulla città" è andare vicino alla realtà del problema ligure. 

Nella sua azione questo sistema di potere è riuscito a spappolare qualsiasi tipo di opposizione sicchè le prossime elezioni, salvo un terremoto elettorale, saranno una pura formalità per confermare lo strapotere del PD.

domenica 12 ottobre 2014

ALLUVIONE? COLPA DEL BAJON

Alluvione di Genova 2014. Per chi ha amministrato Genova (e mi limito a parlare di Genova, anche se tante altre località della Provincia sono state colpite dal fenomeno alluvionale) la colpa è sempre di qualcun altro: della giustizia amministrativa, della mancanza di risorse, degli ambientalisti che creavano problemi (ma non facevano parte essenziale della maggioranza?), di chi non li aveva avvisati per tempo. 

Mai la responsabilità appartiene ai vari Burlando (ora Presidente della Regione, ma già sindaco di Genova),Montaldo (ore vicepresidente regionale ed assessore alla sanità, ma per anni assessore a Genova), Doria (sindaco di Genova e Presidente Città Metropolitana), Paita (assessore regionale alla Protezione civile e probabile candidato Presidente Regione Liguria).

C'è un "fil rouge" che lega questi irresponsabili: sono tutti espressione della sinistra che ha governato Genova e la Liguria negli ultimi vent'anni (almeno....); tre del PD (ma del filone PCI) che ha egemonizzato tutto e tende a riciclarsi come "renziano" per le prossime elezioni regionali; un PD che ha gestito tutte le scelte urbanistiche con mano ferrea.
Una correità che chiama in causa anche i parlamentari genovesi del PD Lorenzo Basso e Marco Tullo (l'uno ex-consigliere regionale e l'altro ex-assessore comunale di Genova) entrambi rimasti sinora silenti sulle vicende dell'alluvione; perlomeno la Pinotti era sul pezzo già dal primo momento come Ministro della Difesa. 

Ma alla fin fine che importa se anche questa volta c'è scappato il morto, i danni sono ingentissimi - in una città già piegata dalla cattiva amministrazione edalla recessione economica - e resta solo il fango da spalare.

E' SEMPRE COLPA DEL BAJON!

sabato 6 settembre 2014

Dichiarazione inopportuna di alcuni deputati PD

Alcuni deputati PD (Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi e Gero Grassi) hanno criticato pesantemente la dirigenza RAI per aver riproposto - nella serata venerdì 5 settembre - il concerto di Al Bano a Mosca giudicandolo filo-russo (sic!) ed inopportuno visto le vicende ucraine.
Io ritengo inopportuna la dichiarazione di questi tre deputati PD, sia perchè intervengono sulla sfera di competenza autonoma della dirigenza RAI, sia perchè non comprendono che ogni artista in terra straniera usa tutti i mezzi per la "captatio benevolentiae" del pubblico in sala.
Peraltro, un buon rapporto fra l'Italia e la Russia (ma anche fra i Paesi UE e la Russia) è ampiamente auspicabile anche se da parte di scalcinati politici si opera per deteriorarli.
L'Italia, fedelissima della NATO, ha intessuto rapporti economici e politici autonomi estremamente vantaggiosi per il nostro Paese ai tempi della "guerra fredda": altri tempi, altri politici...di qualità! Adesso un PD smandruppato si sbraga di fronte ai diktat di un Obama qualsiasi.