martedì 18 agosto 2015

TIANJIN. La pochezza della Cina si appalesa.

Notevole la capacità cinese di intorbidire le notizie e rendere incomprensibili gli incidenti che spesso si verificano. Esemplare quanto avvenuto a Tianjin, ove non è ancora chiaro come si sia determinato il disastro e quali siano le sostanze pericolose coinvolte. Sembra certa la presenza di "cianuro di sodio (NaCN), toluene disocianato (TDI) e carburo di calcio (CaC2), tutti elementi che rappresentano una diretta minaccia per la salute in caso di contatto. In particolare l' NaCN è altamente tossico, il CaC2 e il TDI reagiscono violentemente al contatto con l'acqua e con altre sostanze chimiche, e sono a rischio di esplosione" (così Greenpeace Asia in un suo comunicato), così come è palese l'inadeguatezza dell'intervento che ha visto l'impiego massiccio di acqua quale agente estinguente che a contatto con NaCN ha determinato l'emissione in atmosfera di "acido cianidrico", gas estremamente tossico. Come se non bastasse la pericolosità dell'emissione in atmosfera dei prodotti della combustione di TDI e CaC2.
Pare, anche, evidente l'incapacità cinese di far fronte ad incidenti - sia pure di rilevante entità - che coinvolgono prodotti chimici, come è palese la scarsa o nulla attenzione alla prevenzione di tali incidenti se, come pare accertato, l'incendio è stato originato nella zona di stoccaggio dei containers.
In conclusione: il rispetto delle norme internazionalmete adottate, la capacità di reazione e la trasparenza delle notizie non appartiene alla cultura della Cina, Paese che vuole giocare un ruolo primario di potenza internazionale.

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