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venerdì 10 giugno 2016

Riforma portuale ovvero mancanza di strategia



Il prossimo 17 luglio le competenti Commissioni parlamentari dovrebero terminare il loro compito ed esprimere il loro parere sul Decreto legislativo Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84”.

In base a questo Decreto la portualità italiana sarà governata da 15 Autorità di Sistema Portuale (Adsp) con la conseguente soppressione delle esistenti 25 Autorità Portuali; le Autorità Portuali diventeranno - all'interno della rispettiva Adsp - un Ufficio territoriale di scalo. 

Per la Liguria sono previste 2 Adsp: la prima con sede a Genova e comprenderà i porti di Genova, Savona e Vado Lig.; la seconda con sede a La Spezia e comprenderà i porti di La Spezia e Marina di Carrara.

Superabili - con qualche difficoltà - i dissapori per l’unione di Genova, Savona e Vado Lig., resta l’amaro in bocca per una riforma che prosegue nel solco di un centralismo statalista - che mortifica le autonomie locali (ma pare che questa sia il criterio che caratterizza l’attuale stagione politica…..) – ed una governance che confina le Adsp al ruolo di semplici amministratori del condominio portuale.

Queste Adsp nascono, purtroppo, con un deficit di strategia – che pure era presente nell’impostazione iniziale - : i porti quale perno di sistemi logistici che comprendano infrastrutture ed interporti. 

Sarà difficile reggere la concorrenza dei porti nord-europei con il sistema portuale che sta per nascere. 

E’ la cultura politica italiana, bellezza!

martedì 24 marzo 2015

Le dimissioni ......provvidenziali (per Renzi) del Ministro Lupi-

Potrei dire tanto sul comportamento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi in occasione della vicenda Lupi.

Mi limito ad osservare quanto le dimissioni di Lupi da Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti siano state "provvidenziali" per Matteo Renzi che, di botto, si ritrova a capo di un Ministero - sia pure ad interim - con elevata capacità di spesa. Ma soprattutto nel momento in cui occorre decidere sulla riforma della portualità italiana (che Lupi aveva difeso dalla liberalizzazione dei servizi tecnico-nautici e della manodopera portuale tentata dalla ministro Guidi) e  sull'avvicendamento dei vertici di diverse Port Authority.
A questo deve aggiungersi che finalmente Renzi corona il suo vecchio desiderio di portare alle sue dirette dipendenze la "struttura tecnica di missione" (art.163 del D.Leg. 163/2006) con tutte le implicanze economiche ed amministrative che comporta.