La nostra città ha sempre avuto, inspiegabilemente un rapporto
conflittuale con il porto e le attività che vi svolgono, Un senso di
fastidio che si manifesta nel rallentare ed insabbiare ogni tentativo di
migliorare la produttività del porto che resta la prima fonte di
reddito dei genovesi. L'incongruenza è somma, si vive e si campa col
porto, ma - sotto sotto - si opera contro il porto.Non è che le
Istituzioni abbiano comportamenti molto diversi. Ricordare la battaglia
di un'intera Giunta contro il
rigasificatore del Porto Petroli è solo un esempio.
Adesso un pugno di
cittadini benestanti opera contro le Riparazioni Navali giungendo ad
affermare, attraverso il proprio portavoce, che questo tipo di attività
dovrebbere trovarsi ad almeno 8-10 km da nuclei abitati; vien da
sorridere: dove si pensa di trovare lungo le coste liguri - e financo
italiane - una situazione di questo tipo ?
Dicano chiaramente che
pensano di eliminare le Riparazioni Navali, le industrie manifatturiere
dal nostro Paese in modo da concludere la loro vita fra il lusso e la
tranquillità alla faccia di tutti coloro che da queste attività traggono
il sostentamento per sè e la loro famiglia....a parte la ricchezza
prodotta per il Sistema Italia.
Diventa sempre più urgente ribellarsi al principio della decrescita felice per impedire che Genova muoia!
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