martedì 17 gennaio 2017

GENOVA. C'è chi vuole la decrescita felice e far morire la città.

La nostra città ha sempre avuto, inspiegabilemente un rapporto conflittuale con il porto e le attività che vi svolgono, Un senso di fastidio che si manifesta nel rallentare ed insabbiare ogni tentativo di migliorare la produttività del porto che resta la prima fonte di reddito dei genovesi. L'incongruenza è somma, si vive e si campa col porto, ma - sotto sotto - si opera contro il porto.Non è che le Istituzioni abbiano comportamenti molto diversi. Ricordare la battaglia di un'intera Giunta contro il rigasificatore del Porto Petroli è solo un esempio. 
Adesso un pugno di cittadini benestanti opera contro le Riparazioni Navali giungendo ad affermare, attraverso il proprio portavoce, che questo tipo di attività dovrebbere trovarsi ad almeno 8-10 km da nuclei abitati; vien da sorridere: dove si pensa di trovare lungo le coste liguri - e financo italiane - una situazione di questo tipo ? 
Dicano chiaramente che pensano di eliminare le Riparazioni Navali, le industrie manifatturiere dal nostro Paese in modo da concludere la loro vita fra il lusso e la tranquillità alla faccia di tutti coloro che da queste attività traggono il sostentamento per sè e la loro famiglia....a parte la ricchezza prodotta per il Sistema Italia.

Diventa sempre più urgente ribellarsi al principio della decrescita felice per impedire che Genova muoia!


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