Allorché giornali o televisioni riportano
una notizia riguardante la Chiesa cattolica mi premuro di leggere il testo alla
fonte della notizia. Lo stesso ho fatto leggendo questo titolo sul “Il Fatto
Quotidiano”: Liguria, Bagnasco attacca su caso Paita “Indagini sempre
in certi momenti”.
In
effetti l’Agenzia SIR odierna riporta:
“Provo grande dispiacere e grande dolore per
il fatto che, chissà perché, le indagini esplodono sempre in certe ore della
storia, delle città, della nazione. Importante è che ci siano accertamenti
certi, in modo da poter arrivare alla verità delle cose, non soltanto ai
sospetti”. Con queste parole il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di
Genova e presidente della Cei, ha commentato la notizia che si riferisce alle
vicende giudiziarie riguardanti l’alluvione che ha interessato la Liguria lo
scorso ottobre e che hanno visto coinvolti molti esponenti della politica
ligure. Tra l’altro, un avviso di garanzia ha raggiunto ieri anche l’assessore
regionale alla Protezione Civile e alle Infrastrutture, Raffaella Paita,
candidata del centro sinistra alla presidenza della Regione, indagata per la
mancata allerta durante l’alluvione del 2014. “È importante - ha aggiunto il
porporato - che ci siano degli accertamenti certi, in modo da poter arrivare
alla verità delle cose in tempi rapidissimi. Certo che già soltanto seminare
sospetti, avviare queste notizie, a prescindere dalla verità o meno, deprime
comunque un po’ il morale di tutti, disincentiva il senso di appartenenza e
partecipazione. Questo - ha concluso - è il male profondo a cui bisogna reagire
a prescindere dalla verità delle cose”.
Leggendo questa nota
ho pensato a quante volte, nel nostro Paese la magistratura ha inviato “avvisi
di garanzia” a personalità politiche in momenti non proprio “felici”, quasi
scelti appositamente per creare problemi a tali personalità. Cito solo il caso
Berlusconi raggiunto da un “avviso di garanzia” (anticipato da una “gola
profonda”al Corriere della Sera) mentre partecipava a Napoli alla riunione del
G7 sulla criminalità, ma quanti altri casi si sono verificati nel passato e
quanti altri si verificheranno nel futuro; per non parlare delle indagini che “rosolano
a fuoco lento” un politico sì da bloccargli qualsiasi ipotesi di candidatura
futura.
Contravvenendo ad
ogni più elementare regola di prudenza, il Presidente della CEI, ha ritenuto invece
opportuno sottolineare come “le indagini esplodono sempre in certe ore della
storia, delle città, della nazione“ proprio nel pieno di una campagna
elettorale per la Regione Liguria, fornendo un potente “assist” alla candidata
del PD, Lella Paita.
Una tale
dichiarazione poteva essere espressa in altro contesto, ad esempio in una
prolusione alle annuali riunioni della CEI, o del suo Ufficio di Presidenza, ma
pronunciata adesso è stata del tutto inopportuna ed il card. Bagnasco poteva
proprio risparmiarcela.
Auspico, da cattolico
(non adulto), che di qui al 31 maggio 2015 non abbiano più a
verificarsi interventi a sostegno di alcun candidato.
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