Non appena conosciuti i risultati elettorali il PD ligure si è affrettato a narrare una "vulgata" falsa sulle motivazioni della sua sconfitta alle elezioni regionali liguri.
La sconfitta è colpa di Cofferati e Pastorino, quest'ultimo reo di aver presentato una candidatura alternativa alla Presidenza della Regione.
Concetto espresso dalla candidata presidente Lella Paita nella sua conferenza di lunedì pomeriggio e ribadito alla trasmissione TV "Di Martedì"; come una lezioncina imparata a memoria questo concetto è stato espresso dall'Assessore al Bilancio uscente Pippo Rossetti (PD) con una dichiarazione postata anche su Facebook e dal Presidente Claudio Burlando (PD) in una conferenza stampa trasmessa su PrimoCanaleTV.
Gli "sciagurati", nel senso manzoniano del termine, non hanno minimamente fatto cenni di autocritica sul loro operato in questi anni - dieci per Burlando - di governo della Regione; eppure sarebbe stato sufficiente ascoltare le critiche di Cofferati e Pastorino per comprendere che qualcosa non andava e che occorreva un radicale cambiamento di rotta nell'amministrazione regionale.
La continua indecisione che ha caratterizzato questi anni di governo PD ha portato alla cronicizzazione di problemi sostanziali:
- la riorganizzazione del servizio di trasporto urbano, provinciale e regionale ed i costi ed i disagi che ne sono derivati;
- le addizionali fiscali che in Liguria sono le più alte fra tutte le Regioni italiane;
- la qualità e la quantità dei servizi di assistenza agli anziani ed ai disabili;
- la qualità e la disponibilità dei servizi sanitari, specie diagnostici;
- le aziende che hanno cessato la loro attività ed i posti di lavoro persi grazie all’inesistenza di una politica attiva regionale per incrementare l’economia in Liguria;
- il costo per lo smaltimento dei rifiuti grazie all’assenza di impianti ed ad una politica efficiente per la raccolta differenziata: Scarpino è l’esempio più eclatante, ma non è il solo;
- le infrastrutture stradali e ferroviarie risalenti a decenni orsono;
- un piano commerciale che favorisce la grande distribuzione – di fatto una sola Azienda – senza alcun vantaggio economico per i consumatori;
- il dissesto idrogeologico, causa prima delle ricorrenti alluvioni,
sono questi alcuni problemi su cui sarebbe stata doverosa l'autocritica sia dei protagonisti della Giunta e della candidata Lella Paita, sia del gruppo dirigente PD Ligure.
Senza dimenticare le decisioni "chiaccherate", tipo la "cartolarizzazione" di beni immobili, l'operazione Erzelli, l'affidamento del servizio mensa per le strutture ospedaliere, l'appalto del nuovo ospedale di Felettino (SP).
Per non parlare delle indagini in corso da parte della magistratura inquirente sulle c.d. spese pazze in Regione.
Nulla di tutto ciò è emerso, solo la ricerca del colpevole per la mancata vittoria che avrebbe agito sia perchè sconfitto alle primarie, sia per creare problemi alla Segreteria nazionale del PD.
Suvvia, siamo seri, fatevi una bella autocritica esaminando il dato delle sezioni elettorali in cui, una volta, il PD raggiungeva percentuali di consenso bulgaro.
P.S.: Non vorrei essere frainteso, sono ben contento che il PD abbia perso e che il Cdx sia tornato alla guida della Regione Liguria, ma sento un certo fastidio quando qualcuno vuol farmi credere che "A l'è caïta 'na ba...cia in mâ sensa bagnase!"
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