giovedì 28 maggio 2015

ISIS. Scontro di civiltà?

A suo tempo ho letto con attenzione il libro che Samuel P. Huntington scrisse sullo scontro delle civiltà e rimasi alquantio tiepido circa le tesi espresse dall'autore.
Però, qualche dubbio mi sta sorgendo dopo aver letto l'esito del sondaggio proposto da Al Jazeera sul web ove alla domanda “Sostenete le vittorie dello Stato Islamico in Iraq e in Siria?”, ben l'81% delle persone che hanno partecipato ha risposto di sì, mentre il 19% si è detto contrario alle azioni del Califfato.

Per quanto non si tratti di un sondaggio nel senso stretto del termine, 38mila persone hanno risposto sul web e la quasi totalità si è schierata con le brutalità dell'Isis: non sono bastati i morti, le crudeltà contro le donne e gli omosessuali, la distruzione di opere d'arte millenarie a fermare la crescente popolarità del sedicente Califfo Abu Bakr al-Baghdadi nel mondo arabo.

Capisco bene che l'ISIS si situa all'interno di una lotta per il potere fra le diverse confessioni mussulmane (supportate dai vari potentati arabi dell'area) per il controllo del territorio compreso fra il Mediterraneo ed il Golfo Persico e che il fondamentalismo espresso in modo sì brutale fa parte delle tecniche di guerra, specie sul piano mass-mediatico.

Tuttavia, pare evidente, che le finalità dell'ISIS si pongano in obiettivo contrasto con quelle della civiltà greco-cristiano-giudaica da cui scaturisce il cosidetto mondo occidentale.

Forse il mondo islamico ne è più consapevole di quello occidentale?

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