Sono,
ormai, passati diversi giorni dalla notizia che l’AMT di Genova (vedi anche
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2016/01/25/AS4jEMKB-linee_appalta_privati.shtmlenova)
intende affidare la gestione di alcune linee di trasporto a società private; si
tratta di linee che servono frazioni
collinari e periferiche di Genova per le quali l’AMT denuncia scarsità di
autobus disponibili.
A parte
la prevedibile opposizione delle Organizzazioni Sindacali sorprende il silenzio
delle Istituzioni.
Salvo
che non mi sia nota con precisione la materia, l’AMT è concessionaria del servizio
di trasporto urbano sul territorio del Comune di Genova e non può certo operare
con sub-concessioni, sicché l’attribuzione
dell’esercizio di linee di trasporto urbano ad entità diverse da AMT dovrebbe
passare attraverso la revisione dell’attuale concessione con un conseguente
bando di concorso per la concessione di tali linee a soggetti diversi.
La
materia presenta aspetti di scarsa
trasparenza considerando che la Regione Liguria non ha ancora deciso se il
trasporto pubblico locale sarà gestito come unico “bacino” o suddividendo il territorio
regionale in più bacini di traffico, senza contare la vexata quaestio dell’integrazione ferro-gomma; situazione resa
complicata dall’eredità lasciata dalla precedente Giunta di sinistra in cui il
trasporto pubblico locale fu gestito in maniera incompetente dall’ass. Vesco.
Ma
la mia riflessione vuole sottolineare l’ipocrisia sottesa a questa situazione.
Per non superare il tabù dell’affidamento a privati del servizio di trasporto
pubblico si stanno effettuando gli attorcigliamenti più inverecondi con la
conseguenza di un continuo peggioramento del servizio reso agli abitanti della
nostra Regione ed una situazione di un parco mezzi sia stradali che ferroviari
del tutto obsoleto.
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