domenica 18 gennaio 2015

PRIMARIE PD IN LIGURIA "SENZAVERGOGNA"

Da osservatore esterno, vedo come la dirigenza PD - locale e nazionale - stia sottovalutando le modalità con cui si sono svolto le primarie PD per la scelta del candidato presidente alle prossime elezioni regionali della Liguria del prossimo maggio.
Viene sottolineato lo strappo di Cofferati, ma nulla si dice su quanto accaduto nelle diverse sezioni in cui si sono svolte le primarie. Così sul Secolo XIX odierno si legge che Renzi ha espresso questo lapidario giudizio "Non lo capisco. Quanta ipocrisia in certi atteggiamenti».

Viene accettato come un fatto normale, di dialettica interna ad un partito, la partecipazione alle primarie di "truppe cammellate e prezzolate", di elettori/simpatizzanti di altre formazioni politiche (in particolare dell'UDC, di Forza Italia e di NCD), di persone straniere (e risulta che non sia stato neppure controllata la sussistenza del permesso di soggiorno), di gente contingua ad organizzazioni mafiose, senza rendersi conto di quanto tali presenze abbiano stravolto un risulto che poteva essere ben diverso se avessero partecipato i soli iscritti/simpatizzanti PD.

Cosa dire, poi, dell'intervento della Digos e delle indagini aperte dalla magistratura!
 
Da osservatore esterno mi interessa poco o niente che abbia prevalso la Paita, rispetto a Cofferati. Anche se con la candidatura Paita c'è il rischio che il "burlandismo" continui ad imperversare ancora per anni nella nostra Regione. 

Ma non è questo il punto.

Il punto sta nel dato etico di accettare il "tarrocamento" delle primarie in questo modo. 

Sentire di persone che fotografano la scheda votata per dimostrare che si è rispettato il patto di "compravendita" posto in essere col candidato o che si presentano al seggio chiedendo di essere pagati, fa sorgere due preoccupazioni.
La prima attiene il fattore diseducativo indotto negli elettori che saranno autorizzati a considerare le elezioni una burletta(e si tenga presente che alle primarie hanno prese parte anche minorenni.......).
La seconda attiene la prossibilità che tali comportamenti possano essere replicati, senza colpo ferire, alle prossime elezioni regionali; ma poi a tutte quelle che seguiranno.

Non capire il "vulnus" che si è posto in essere contro la democrazia, questa è la maggior colpa della dirigenza locale e nazionale del PD.

Nessun commento:

Posta un commento