Non saranno altri quattro Tornado italiani - in aggiunta a quelli già
presenti con compiti di ricognizione - a modificare la situazione
militare nell'area medio-orientale.
Ormai è stato dimostrato,
ampiamente, che i bombardamenti aerei non incidono minimamente sulla
scenario di guerra, salvo che gli stessi non siano coordinati con
massicci interventi di truppe di terra; quelle truppe di terra che
nessun Paese ha intenzione di inviare nel deserto mesopotamico.
Come è stato dimostrato
che le azioni aerei dei bombardieri della cosidetta Coalizione a guida
USA sono in numero ampiamente inferiore a quelle attuate in altri
scenari di guerra, quali il Kosovo e l'Afghanistan: in altre parole sono
del tutto inconcludenti sia tatticamente che strategicamente e vanno
considerate un modo per "mostrare bandiera".
Diciamo che agli anglo-americani ed ai loro alleati locali va bene così.
Diciamo anche che l'Italia non ha alcun interesse interesse
geopolitico, culturale, economico da affermare/difendere in quell'area,
sicchè non esiste alcuna motivazione per la partecipazione italiana ai
bombardamenti aerei contro l'ISIS?
Neppure la nostra appartenenza
alla NATO può costituire un valido argomento per l'intervento dei
Tornado italiani in missioni di bombardamento.