mercoledì 4 marzo 2015

CALIFFATO, turco od arabo?

Un Islam senza frontiere, storicamente, non è mai esistito. Sin dalle origini c'è stata una frattura fra gli Ommayadi e gli stati musulmani della penisola iberica. Gli Almoravidi e gli Almohadi (entrambi provenienti dall'Africa) che si installarono nella penisola iberica non avevano alcun rapporto col Califfo che sedeva a Damasco (prima) ed a Bagdad (dopo). 
Nè si può ignorare la realtà statuale dei mussulmani in Persia e nei vari potentati che si affacciavano sull'Oceano Indiano. Nel corso della storia, l'impero Moghul e gli emirati delle lande a nord del Mar Caspio non erano per nulla collegate ad un unico stato islamico. 
L'unica realtà statuale che ha dato una parvenza di unità al mondo islamico è l'Impero Ottomano da cui, comunque, restavano escluse le realtà persiane ed indo-afgane; non a caso il titolo di califfo fu assunto dagli Ottomani e la sede del califfato fu trasferita ad Istambul ove rimase sino alla sua abolizione, nel 1924, da parte di Kemal Ataturk.

Anche dopo il disfacimento dell'Impero Ottomano - e l'abolizione del califfato - le divisioni nel mondo mussulmano (inteso comma umma) continuano a sussistere e le linee di frattura sono costituite dalle diverse componenti etniche che distinguerei in arabe, iraniche, indo-pakistane-afghane, maghrebine (forte la componente berbera), turche, egiziane e bosniaco-albanesi.

A queste si sommano le divisioni di tipo confessionale: sunniti, sciiti, karigiti solo per citare le più numerose.

In conclusione siamo di fronte, a mio parere, ad un riassetto di potere su territorio del Medio Oriente che coinvolge circa il 20-25% dei mussulmani; un riasetto che rimette in discussione - giustamente - le frontiere imposte al mondo arabo (e in parte a quello turco) dalle potenze vincitrici della 1^Guerra Mondiale. 

Il futuro ci dirà se il Califfato sarà ripristinato e, sopratutto, se sarà in mano alle popolazioni turche od a quelle arabe.

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