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domenica 5 luglio 2015

Unione Europea. Adesso si volti pagina.

Adesso conosciamo l'esito del referendum svoltosi in Grecia. 
Ha vinto il no contro le proposte (o diktat) dell'UE per risanare l'economia ellenica. La prima reazione è stata una riunione Hollande-Merkel cui seguirà, forse, una riunione dell'Eurogruppo nella giornata di martedì prossimo.
Le dichiarazioni di diversi esponenti lasciano presagire che si riprederà la discussione degli aiuti alla Grecia dal punto in cui si sono interrotti: con una punta di veleno perchè il popolo greco ha respinto il diktat UE. 
Siamo già giunti alla minaccia di JP Morgan che la Grecia uscirà necessariamente dall'Eurozona.
Mi pare che si continui a percorrere la strada dei rendiconti contabili, dei crediti, delle misure per rientrare nei parametri economici e così via.
Una strada vecchia che ha dimostrato tutta la sua negatività.
Certo occorrerà prevedere una riedizione del Piano Marshall per aiutare la Grecia e nel contempo chiedere alla Grecia l'attuazione di alcune misure che incidano strutturalmente sulla spesa pubblica; ed è con questo Governo - legittimato dall'esito del referendum - che occorrerà discutere.
Ma non è più questo il "campo da gioco" dell'Unione Europea che deve ripensare se stessa ed i propri obiettivi. Mantenere in vita la logica dei "trattati" ad hoc non è più possibile, così come continuare  a ragionare solo in termine di dati economici-finanziari porterà al disastro ed al disfacimento dell'Unione Europea.

Fa tristezza vedere che il Partito Popolare Europeo - ancora recentemente per bocca del suo Presidente Joseph Daul - non abbia compreso quanto sia necessario un cambiamento profondo della politica dell'Unione Europea.

domenica 15 marzo 2015

LA COLPA E' DELL'UE, ma la Grecia se la prende con la Germania.



Fa notizia la volontà espressa dalla Grecia di ottenere il risarcimento per i danni di guerra causati dalla Germania durante la seconda guerra mondiale; nella speranza che non segua analoga richiesta all'Italia che iniziò la guerra contro la Grecia è opportuno svolgere alcune considerazioni al riguardo.

La questione può essere inserita solamente in una visione di allentamento temporale degli oneri richiesti alla Grecia da parte dell'UE, allentamento cui è contraria non solo la Germania, ma altri Paesi UE quali la polonia, la Finlandia, la Spagna, l'Irlanda ecc.
Credo sia giusto rammentare come gli Alleati non imposero alla Germania il risarcimento dei danni di guerra causati ai Paesi invasi durante la II Guerra mondiale memori di come questa misura adottata dopo la Prima Guerra Mondiale condusse la Germania fra le braccia del nazismo e produsse un altro conflitto bel più sanguinoso e devastante.
Le misure risarcitorie adottate si espressero sostanzialmente nell'occupazione alleata della Germania e dell'Austria e nel loro disarmo.

Occorre qui ricordare come la Germania sia stata esclusa, per volere dei Paesi Alleati, dal novero dei firmatari dei Trattati di Parigi del 1947 avendo subito la nazione tedesca il fenomeno della debellatio in seguito all'occupazione totale del suo intero territorio e alla conseguente soppressione di qualsiasi governo germanico (nota: la debellatio è un istituito considerato attualmente desueto dal Diritto Internazionale); la Germania, conseguentemente, aveva cessato di essere un soggetto di diritto internazionale e, quindi, non poteva firmare alcun Trattato, ma subire le decisioni adottate dalle Potenze Alleate che si spartirono l’Amministrazione del territorio tedesco.
Va anche sottolineato come le Potenze Alleate (Francia, UK, USA ed URSS) assunsero il ruolo di “supreme authority” e NON la sovranità sul territorio tedesco; fatto questo che si interseca con la richiesta greca dei nostri giorni, giacchè “qualora si fossero stati reputati titolari della sovranità sulla Germania…. sarebbero stati considerati successori del Reich ed avrebbero dunque dovuto rispondere dei debiti contratti dalla Germania nazista inclusi quelli relativi alle riparazioni di Guerra”. (cfr. L' occupazione «ostile» nel diritto internazionale contemporaneo, di Annoni Alessandra; Giappichelli Editore).

A distanza di decenni riproporre il tema delle riparazioni di guerra fra Paesi membri dell'UE e della NATO è veramente fuori luogo e può attrarre solamente lo sciovinismo dei popoli: con tutte le conseguenze negative sulla pace in Europa.
Pertanto, la richiesta greca si può porre solamente quale stimolo per un ripensamento della politica economica UE e per un sostegno – meno stringente e colassante per le popolazioni – ai Paesi UE in difficoltà.