Se la risposta a questo interrogativo è positiva, allora occorre impegnarsi a fondo per spazzare via veti e
preclusioni ideologiche ed evitare che diventi terreno di scontro fra fazioni e
corporazioni.
Giocare, su questo tema la partita degli schieramenti o
delle ideologie del secolo scorso o delle rendite di posizione è decisamente
criminale.
Forse è opportuno ricordare a noi stessi che la Costituzione
si apre con questa dichiarazione “L’Italia è una Repubblica democratica,
fondata sul lavoro”, da cui ne consegue che
il lavoro deve esserci, per tutti, con uguali diritti e doveri senza
privilegi di alcun tipo per nessuno siano essi lavoratori dipendenti, autonomi,
pubblici o privati.
Per questo il criterio del bene comune, concretamente legato
alle persone in carne ed ossa, deve prevalere nella valutazione dei contenuti
del Jobs act.