La città è allo sbando ed in questa drammatica situazione emerge il silenzio sepolcrale del nostro sindaco Marco Doria. Il caso dell'AMIU, azienda partecipata al 100% dal Comune, è esemplare. Il ricorso al sub-appalto, su cui indaga la magistratura inquirente, è divenuto una costante. Alcune aziende sub-appaltatrici non svolgono il servizio sostenendo che sono in credito di pagamenti da parte di AMIU, altre sono inattive perchè non intendono assumere i dipendenti della precedente cooperativa che ha perso la gara. La discarica di Scarpino - da anni fuori norma - è stata di fatto chiusa a seguito dell'iniziativa congiunta della magistratura e della Provincia sicchè i rifiuti vengono avviati fuori Regione con costi aggiuntivi per AMIU e, di converso, per il Comune ed i cittadini genovesi. L'impianto della Volpara che ha sempre svolto funzione di polmone e processo dei rifiuti da avviare in discarica a Scarpino è al colasso e non riceve più rifiuti. La conseguenza di tutto ciò è una città con i rifiuti abbandonati per le strade e la surreale richiesta del Direttore generale dell'AMIU che al quotidiano genovese "Il Secolo XIX" dichiara "Chiedo ai cittadini di portare pazienza, perché l’azienda è stata travolta da troppe situazioni. E rivolgo a tutti un altro appello: se trovate i bidoni pieni, tenetevi a casa i rifiuti. Plastica, carta. Quelli che non puzzano, diciamo». Per quanti giorni? «Diciamo per le Feste".
Nessuno dice che la responsabilità di tutto questo è costituita dall'inerzia del Comune di Genova - supportato adeguatamente dall'inerzia della Regione Liguria - che per anni si è trastullato su come risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti senza approdare ad alcuna decisione significativa.
Adesso i nodi sono giunti al pettine nel silenzio sepolcrale del Sindaco Doria e delle forze politiche (PD e SEL) che reggono la sua Giunta.
Intanto:
- il target della raccolta differenziata non è stato raggiunto e, sulla base delle attuali percentuali, il traguardo è ben distante nel tempo;
- il piano industriale predisposto dall'attuale dirigenza AMIU è un panicello caldo che non risolve alcuno dei problemi;
- l'ipotesi di privatizzazione, sia pure parziale, dell'AMIU è del tutto irrealistica stante la situazione in cui versa l'azienda e che tiene lontano gli investimenti di privati.
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