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martedì 10 marzo 2015

BALTICI E RUSSI METTONO ALLA PROVA L'EUROPA


 
  • dove il mare si confonde con la terra e non esiste un confine morfologicamente definito,
  • dove le culture si sono incontrate e scontrate nei secoli, 
  • dove la Lega Anseatica ne organizzò il commercio e l'economia, 
  • dove l'Ordine Teutonico costruì un impero sovrapponendosi ai potentati locali,
  • dove gli eredi dell'Ordine Teutonico passati al luteranesimo fondarono la Prussia mentre altri costituirono il nerbo dei Baroni baltici, 
  • dove la demarcazione fra cattolici ed ortodossi fu prima di tutto evento identitario e fragile linea di confine fra i territori russi e quelli polacco-lituano-asburgici,
  • dove sussite un odio, mai sopito, fra le popolazioni baltiche e quelle russe,
  • dove Curlandia, Livonia, Volinia, Galizia, Podolia evocano l'evolversi della storia,
  • dove un fragile equilibrio, frutto di una storia complessa, marca i rapporti fra quei popoli in cui nessuno ha ragione e tutti hanno torto,
  • adesso occorre operare per una convivenza possibile senza evocare i fantasmi - veri - del passato.
L'Unione Europea sappia ritrovare la strada - intrapresa anni orsono a Pratica di Mare - per un' Europa di cui la Russia sia parte. 

sabato 6 settembre 2014

Dichiarazione inopportuna di alcuni deputati PD

Alcuni deputati PD (Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi e Gero Grassi) hanno criticato pesantemente la dirigenza RAI per aver riproposto - nella serata venerdì 5 settembre - il concerto di Al Bano a Mosca giudicandolo filo-russo (sic!) ed inopportuno visto le vicende ucraine.
Io ritengo inopportuna la dichiarazione di questi tre deputati PD, sia perchè intervengono sulla sfera di competenza autonoma della dirigenza RAI, sia perchè non comprendono che ogni artista in terra straniera usa tutti i mezzi per la "captatio benevolentiae" del pubblico in sala.
Peraltro, un buon rapporto fra l'Italia e la Russia (ma anche fra i Paesi UE e la Russia) è ampiamente auspicabile anche se da parte di scalcinati politici si opera per deteriorarli.
L'Italia, fedelissima della NATO, ha intessuto rapporti economici e politici autonomi estremamente vantaggiosi per il nostro Paese ai tempi della "guerra fredda": altri tempi, altri politici...di qualità! Adesso un PD smandruppato si sbraga di fronte ai diktat di un Obama qualsiasi.

giovedì 4 settembre 2014

Chi vuole la pace opera per la pace


Tutto quello che si poteva fare per determinare una situazione di conflittualità fra la Russia e l'UE è stato fatto. Dalla scriteriata proposta di un accordo economico UE-Ucraina, alle sanzioni economiche contro la Russia, alle manovre militari NATO a ridosso della frontiere russe.
Solo analisti col cervello bacato potevano immaginare che la Russia avrebbe lasciato fare e così, piano piano, il livello del rischio si è'alzato e l'Europa si ritrova con lo spettro della guerra alle porte.

Siamo ben distanti dallo "spirito di Pratica del Mare" ove la Russia di Putin venne ammessa al "club dei 20" come così scriveva "la Repubblica" del 28 maggio 2002 " Con la firma da parte dei 19 paesi membri della Nato e della Russia della Dichiarazione di Roma, le porte dell'Alleanza atlantica si sono aperte all'ex potenza comunista. I capi di Stato e di governo dell'Alleanza e il presidente russo Vladimir Putin, riuniti nella base militare di Pratica di Mare, hanno in questo modo messo la parola fine alla contrapposizione che ha caratterizzato gli anni della guerra fredda, e inaugurato una nuova visione unitaria degli equilibri mondiali, che ha come obiettivo primario la lotta contro il nemico comune del terrorismo.

Formalmente la Dichiarazione di Roma, firmata a fine mattinata, crea un Consiglio a venti, composto dai paesi Nato e dalla Russia. In questa sede i membri potranno discutere e adottare decisioni su base paritaria su nove temi: lotta al terrorismo, gestione delle crisi, non proliferazione delle armi di distruzione di massa, controllo degli armamenti e misure di rafforzamento della fiducia reciproca, difesa contro i missili di teatro, operazioni di salvataggio in mare, cooperazione militare e riforma dei sistemi di difesa, piani a fronte di emergenze civili, sfide e nuove minacce. Le decisioni, hanno spiegato i leader, verranno prese con il metodo del "consenso", sulla base di "un dialogo comune
".