venerdì 9 gennaio 2015

NCD LIGURIA. elettori si, partito no.


Osservo, da esterno, il deprimente comportamento di alcuni dirigenti e consiglieri regionali del NCD che hanno invitano - pubblicamente - gli elettori liguri di NCD a recarsi a votare alle primarie di domenica 11 gennaio 2015 e sostenere la candidata Raffaela Paita. Peraltro, analogo comportamento hanno tenuto alcuni sindaci liguri espressione di Forza Italia.

Nel loro appello questi politici hanno espresso la netta volontà di giungere ad un'alleanza di coalizione col PD per la prossime elezioni regionali liguri a similitudine di quanto avviene in sede nazionale ove PD e NCD governano insieme. Anzi, sostenendo che quel modello di coalizione deve essere esportato in Liguria e, presumibilmente, in altre Regioni.

Peccato che nel PD nessun esponente converga su tale ipotesi.
Nel dibattito televisivo svoltosi giovedì 8 gennaio su Primo Canale, Lella Paita ha espressamente dichiarato che ogni decisione relativa alle future alleanze regionali sarà deciso dagli organi di Partito, mentre Sergio Cofferati ha decisamente respinto l'ipotesi di alleanze con partiti di cdx evidenziando come nel NCD ligure siano presenti ex-AN.

Ma se ciò non fosse sufficiente c'è la dichiarazione del Ministro Orlando che su "Il Secolo XIX"  odierno ricorda come l'attuale alleanza di governo PD-NCD sia necessitata da condizioni particolari e transitorie e che non sono assolutamente replicabili a livello regionale o locale; ma leggiamo il passaggio che Oralndo ha dedicato a questo aspetto: " Il sistema di alleanze del PD per le prossime scadenze politiche nazionali si decide, secondo il nostro statuto, con il congresso. L'ultimo, che ha visto prevalere Matteo Renzi e la sua piattaforma, ha posto l'accento sulla transitorietà delle larghe intese che sostengono il governo in carica e sulla conseguente esigenza di consolidare la democrazia dell'alternanza. Il governo nazionale con settori della destra nasce dunque da condizioni straordinarie, che il PD sta cercando di impedire in futuro con il varo della nuova legge elettorale".
Che dire, poi, della posizione assunte dai renziani della prima ora capitanati da Gianluca Mambillo che, senza mezzi termini, dichiara (Il Secolo XIX di venerdì 9 gennaio 2014): "Diciamo no qui Liguria a proseguire esperimenti già fatti nel corso dell'attuale legislatura regionale di un indistinto assemblaggio che mette assieme esponenti dell'UDC a pezzi di Rifondazione e, da ultimo, vede l'appoggio, più o meno esplicito, di consiglieri del centrodestra".

Da quanto si ascolta, neppure la base PD gradisce che gli elettori/simpatizzanti NCD (o FI) contribuiscano alla scelta del candidato presidente, proprio perchè si tratta di primarie di partito e non di coalizione.

Solo Claudio Burlando ha detto la verità (Il Secolo XIX del 7 gennaio): "spero che alle primarie vengano a votare tanti nostri elettori storici ma anche elettori nuovi".

Perchè questa è la verità che Minasso, Saso, Garibaldi, Orsi ed altri non vedono o fingono di non comprendere e cioè che al PD ed ai suoi dirigenti liguri non passa neppure per l'anticamera del cervello costruire un'alleanza con NCD ed altri cespugli del cdx, a loro interessano i voti dell'elettorato per raggiungere la maggioranza nel prossimo Consiglio Regionale. 

Non vi lasceranno neppure le bricciole ed ha ragione Zoboli: cominciate a cercarvi un lavoro.
 

mercoledì 7 gennaio 2015

VOLTO BUONO DELL'ISLAM

Francamente tutto questo affannarsi - in questo frangente di terrorismo islamico che ha colpito la Francia - a ricercare e presentare un volto buono dell'Islam lo capisco poco. 
Chahida Sekkafi, marocchina di 16 anni,  intenta ad arbitrare una partita di calcio a Pizzighetone con il velo sul capo, hijab.

Nella migliore delle ipotesi i mussulmani che intendono vivere pacificamente e condannano le azioni terroristiche 
  • non condividono il modello di democrazia quale si è sviluppato nel mondo occidentale;
  • applicano la "sharia" quale sistema giuridico dei rapporti fra le persone (e, anche se non se ne vuole parlare, questo avviene anche nei Paesi europei!);
  • non accettano il concetto di laicità dello stato;
  • considerano i non mussulmani quali infedeli (nella migliori delle ipotesi se cristiani od ebrei sono cittadini di serie B). 
Senza ricorrere agli esempi estremi dell'Arabia Saudita, basta ricordare come la Turchia di Erdogan stia imponendo l'uso del velo alle donne
L'eguaglianza tra uomini e donne "è contro la natura delle cose". lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nel corso di una conferenza dell'associazione "Donne e democrazia", che ha attaccato inoltre le femministe turche accusate di non accettare il concetto di maternità. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Il-presidente-turco-Erdogan-uguaglianza-Uomini-e-donne-contro-natura-facciano-figli-eb97892d-2b00-4a49-90f6-5e23b340c6fd.html#sthash.ne2rHDOS.dpuf
e che lo stesso Erdogan abbia affermato
L'eguaglianza tra uomini e donne "è contro la natura delle cose". lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nel corso di una conferenza dell'associazione "Donne e democrazia", che ha attaccato inoltre le femministe turche accusate di non accettare il concetto di maternità. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Il-presidente-turco-Erdogan-uguaglianza-Uomini-e-donne-contro-natura-facciano-figli-eb97892d-2b00-4a49-90f6-5e23b340c6fd.html#sthash.ne2rHDOS.dpuf
L'eguaglianza tra uomini e donne "è contro la natura delle cose". lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nel corso di una conferenza dell'associazione "Donne e democrazia", che ha attaccato inoltre le femministe turche accusate di non accettare il concetto di maternità. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Il-presidente-turco-Erdogan-uguaglianza-Uomini-e-donne-contro-natura-facciano-figli-eb97892d-2b00-4a49-90f6-5e23b340c6fd.html#sthash.ne2rHDOS.dpuf
che l'eguaglianza tra uomini e donne "è contro la natura delle cose".
'eguaglianza tra uomini e donne "è contro la natura delle cose". lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nel corso di una conferenza dell'associazione "Donne e democrazia", che ha attaccato inoltre le femministe turche accusate di non accettare il concetto di maternità. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Il-presidente-turco-Erdogan-uguaglianza-Uomini-e-donne-contro-natura-facciano-figli-eb97892d-2b00-4a49-90f6-5e23b340c6fd.html#sthash.ne2rHDOS.dpuf

lunedì 29 dicembre 2014

PRINCIPE AZZURRO, ADDIO!

Sul Supplemneto domenicale de "Il Sole-24 ore" di domenica scorsa, nella rubrica curata da Franco Matticchio, appare un articolo dal titolo provocatorio "Addio principe azzurro".

Una certa preoccupazione mi assale. Stai a vedere che in questo mondo di "political correct", di rivoluzione "gender"  a qualcuono è venuto in mente che occorre sopprimere un personaggio fondamentale delle fiabe.

Mi attardo a leggere l'articolo, che potete trovare cliccando su
(http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-12-28/addio-principe-azzurro-081732.shtml?uuid=ABHqwEWC) e lo sgomento mi assale. Le mie preoccupazioni erano più che fondate: dei deficienti - quale altra definizione utilizzare? - stanno proprio pensando di elimare il principe che arriva sul cavallo bianco a salvare la dama del cuore con cui, immancabilmente, convalerà a giuste nozze e...vivranno felici e contenti.
Trascrivo, per gli increduli la parte dell'articolo in cui si parla dell'omicidio volontario:

"C'è la proposta, in certi Paesi europei, di togliere i Principi azzurri dalle favole. Di colpo, li considerano politicamente scorretti. Non va bene, dicono, che alle bambine di oggi arrivi il messaggio che ci si innamora sempre e soltanto di un Principe azzurro, e non ad esempio di una Principessa azzurra; e che l'unico sogno possibile sia sposare un giorno un principe. Che ristrettezza mentale, che arretratezza da pre-femminismo! Mi dispiace molto per i Principi, che da ora in poi se ne andranno raminghi con i loro cavalli bianchi e i mantelli azzurri al vento.
In quanto al sesso (pardon, al genere) dei futuri fidanzati delle nostre figlie, mi piacerebbe che riuscissimo a sorvolare, o almeno a non entrare tanto nei dettagli".

Avete capito, ci stanno levando il sorriso, il sogno, la fantasia!
E per cosa?







domenica 28 dicembre 2014

NORMAN ATLANTIC. Incendio a bordo: attendere prima di giudicare

Mentre scrivo queste righe la nave NORMAN ATLANTIC sta bruciando al largo delle coste albanese e sono in corso le operazioni di salvataggio delle persone rimaste a bordo, mentre un rimorchiatore sta tenendo la nave con la prua al vento.
Stando alle poche notizie disponibili pare che l'incendio sia stato originato in uno dei locali garage di cui è dotata la nave e che questo incendio abbia messo fuori servizio i mezzi di salvataggio (le sole imbarcazioni? le sole zattere? entrambe?).
Intanto assumiamo alcune informazioni relative alla nave:

NORMAN ATLANTIC, IMO number  9435466, Call sign IBUM, Gross Tonnage 26.904, Year of build 2009 c/o Cantieri Navali Visentini, Flag: Italy, Type of ship: Passenger/Ro-Ro Cargo Ship.
Ship manager VISEMAR DI NAVIGAZIONE SRL

La nave risulta classificata presso il Registro Italiano Navale che ha rilasciato il pertinente Certificato di Classe per 5 anni a far data dal 21 settembre 2014, mentre l'ultima visita a bordo del RINA è stata eseguita a Messina il 10 dicembre 2014.
A seguito degli accertamenti effettuati non risultano né raccomandazioni a carico della nave, nè informazioni specifiche per l'armatore.

La nave è in possesso di tutti i certificati statutari previsti dall'IMO (International Maritime Organisation)in regolare corso di validità; i due documenti più importanti, ai fini della sicurezza della navigazione, e cioè il Certificato di sicurezza per nave da passeggeri (SAFPASS) è stato rilasciato dall'Autorità Marittima italiana nel giugno 2014 con scadenza al 9 agosto 2015 mentre il Certificato per il trasporto di merci pericolose (DANGOODS) è stato rilasciato dal RINA il 31 luglio 2014 con scadenza 21 settembre 2019.

La nave è stata ispezionata, ai fini del PARIS MOU, dall'Autorità marittima greca nel porto di Patrasso il 19 dicembre 2014 e sono state rilevata n.6 deficienze di livello tale da non comportar la "detenzione" della nave. Tali deficienze riguardavano i seguenti aspetti:

Category                                                  Deficency                                            Number
Certificate & Documentatio         SAR Co-Operaration plan for passenger ships          1
Emergency Systems                    Emergency light, etc.                                             1
Fire safety                                 Doors within maintenance                                      1
Life saving appliances                Other lifesaving appliances                                    2
Structural conditions                  Closing devices watertights doors                            1 

  

Per i non addeti ai lavori le categorie e le deficienze, secondo le norme del PARIS MOU, sono raggruppate per "grandi famiglie" sicchè per conoscere esattamente le deficienze rilevate occorre disporre del report di visita compilato da chi ha eseguito l'ispezione.





  
In conclusione la NORMAN ATLANTIC appare una nave in ordine ed esente da problemi sicchè è necessario attendere l'esito delle indagini (ispezione a bordo ed interrogatorio del personale) che saranno eseguite non appena la nave raggiungerà il porto in cui sarà rimorchiata per poter formulare un'analisi delle cause dell'incendio e delle conseguenze determinatasi sulla governabilità della nave e sulla disponibilità dei mezzi di salvataggio.  






Appare, peraltro, evidente (guardare le foto in questo blog) come un incendio sviluppatosi nei locali garage (e non sappiamo ancora quale) possa mettere fuori servizio i mezzi di salvataggio che si trovano a proravia di un finestrone del garage superiore; così come è probabile che non siano entrati in funzione i mezzi fissi antincendio di cui i garage sono dotati         


Ma, ripeto, solo una attenta e ponderata analisi della dinamica dei fatti, del carico trasportato e delle azioni dell'equipaggio potranno chiarire l'origine dell'incendio.

Perciò non facciamoci portare a spasso da semplicistiche ricostruzioni su cui si eserciteranno i mass-media nei prossimi giorni.




                                                                            Quindi










venerdì 26 dicembre 2014

COFFERATI e PAITA ma....manca il PD

Assisto, con estrema curiosità, alla lotta senza quartiere fra i due candidati (del terzo è inutile parlarne visto il suo peso specifico) alle primarie del PD della Liguria: Sergio Cofferati e Raffaella Paita.
Il primo lavora di fioretto, la seconda con lo spadone. Ma il risultato, non cambia, se le stanno suonando di santa ragione sì da far dubitare di una possibile ricomposizione allorchè si conoscerà il risultato di queste primarie. 

Le primarie si svolgeranno Domenica 11 gennaio 2015 ed in quella data il popolo del PD - iscritti e simpatizzanti - sarà chiamato ad esprimere il proprio parere.

Che il popolo PD risponda alla chiamata è tutto da verificare dopo quanto è successo in Liguria con l'alluvione dell'ottobre e novembre scorsi e le responsabilità, quantomeno politiche, dell'innefficenza della Giunta regionale a guida PD; a questo deve aggiungersi la beffa del mancato accoglimento da parte del Governo Renzi della richiesta per il risarcimento dei danni giacchè la pratica predisposta dalla Regione Liguria non è stata ritenuta istruita correttamente. 
Il "cahier de doleance" del possibile elettore delle primarie non finisce qui: la gestione della Sanità che vede l'assessore alla sanità Montaldo schierato contro le decisioni della Giunta, l'inchiesta della magistratura sulle "spese pazze" in Regione che vede coinvolto anche il Gruppo PD, il ritardo cronico nel portare a regime la riforma del trasporto pubblico locale, l'incapacità a far sintesi nella portualità ligure, la china pericolosa che stanno percorrendo Banca CARIGE (coinvolta in indagini giudiziarie di non poco conto) e la Fondazione CARIGE; le mancate decisioni per la gestione del ciclo dei rifiuti (discariche, termovalorizzatori ecc.).
Ce n'è quanto basta per immaginare una scarsa affluenza alle primarie dell'11 gennaio.

Ma.....in tutto questo emerge il silenzio assordante degli organi regionali del Partito Democratico: non risulta che esista un programma del PD per la Regione, nè che il PD abbia discusso al suo interno nei suoi circoli, nei propri organismi cosa intenda proporre per amministrare la Regione Liguria, essendosi limitato il dibattito alla diatriba sulla fissazione della data delle primarie.

Tutto è rinviato alle proposte dei due contendenti che - ad essere benevoli - non hanno molti punti di contatto.


Mi pare - ma forse sbaglio - che le primarie siano un virus che sta lentamente distruggendo la partecipazione delle persone alla vita della propria comunità, del proprio riferimento ideale e politico: ciò che conta è quanto dice il candidato alle primarie, non il partito. Anzi si potrebbe determinare una situazione di conflittualità tra le posizioni della persona candidata alla Presidenza della Regione e quelle del Partito che lo sostiene con ovvii ed evidenti riflessi sull'operatività della maggioranza che verrà eletta in Regione.

Le elezioni primarie americane hanno un senso diverso perchè si svolgono in un contesto politico-istituzionale molto diversificato rispetto a quello italiano; il PD ha ritenuto di scimiottare quell'esperienza dimenticandosi della realtà italiana e questi sono i risultati: il completo scollamento fra i candidati alle primarie (e conseguentemente del candidato al vertice dell'Istituzione) ed il Partito di riferimento.



lunedì 22 dicembre 2014

FONDAZIONE CARIGE e Regione Liguria verso il baratro.

Le pagine genovesi di "La Repubblica" del 22 dicembre 2014, illustrano la tragica situazione in cui versa la Fondazione CARIGE (http://genova.repubblica.it/cronaca/2014/12/22/news/fondazione_carige_un_nuovo_socio_o_la_fine-103480525/). 

Qualche parola va spesa su questa situazione.
Si tratta di una lenta morte, annunciata, nel silenzio della "politica" (quella buona) presente sul territorio ligure. 
Ma non solo, giacchè nel CdA e nel Consiglio di indirizzo della Fondazione sono presenti persone in rappresentanza di diverse Istituzioni e realtà economico-sociali delle Province di Genova ed Imperia.
E la Regione Liguria non è del tutto assente dalla vita della Fondazione!

Ricordiamolo nei momenti importanti di partecipazione alla vita politica ed amministrativa che ci attendono, prime fra tutte le prossime elezioni regionali della primavera 2015.

Le beghette da osteria per le primarie PD non sono "politica" (quella buona), ma dimostrano il limite del principale partito ligure nel sapersi confrontare con la realtà economica e sociale della nostra Regione: questo e null'altro dovrebbe far comprendere quanto sia importante "cambiare verso" in Liguria. 
Solo un cambiamento significativo che interrompa il "malgoverno" ventennale del PD e dei suoi accoliti passati e futuri - e qui penso alla "ruota del tacchino" che alcuni del NCD stanno facendo ad un candidato alle primarie - può salvare la nostra Regione dal baratro.

Un baratro di cui la situazione in cui versa la Fondazione CARIGE rappresenta un' esemplare realtà.

venerdì 12 dicembre 2014

GENOVA RIFIUTI. Città allo sbando.

La città è allo sbando ed in questa drammatica situazione emerge il silenzio sepolcrale del nostro sindaco Marco Doria. Il caso dell'AMIU, azienda partecipata al 100% dal Comune, è esemplare. Il ricorso al sub-appalto, su cui indaga la magistratura inquirente, è divenuto una costante. Alcune aziende sub-appaltatrici non svolgono il servizio sostenendo che sono in credito di pagamenti da parte di AMIU, altre sono inattive perchè non intendono assumere i dipendenti della precedente cooperativa che ha perso la gara. La discarica di Scarpino - da anni fuori norma - è stata di fatto chiusa a seguito dell'iniziativa congiunta della magistratura e della Provincia sicchè i rifiuti vengono avviati fuori Regione con costi aggiuntivi per AMIU e, di converso, per il Comune ed i cittadini genovesi. L'impianto della Volpara che ha sempre svolto funzione di polmone e processo dei rifiuti da avviare in discarica a Scarpino è al colasso e non riceve più rifiuti. La conseguenza di tutto ciò è una città con i rifiuti abbandonati per le strade e la surreale richiesta del Direttore generale dell'AMIU che al quotidiano genovese "Il Secolo XIX" dichiara  "Chiedo ai cittadini di portare pazienza, perché l’azienda è stata travolta da troppe situazioni. E rivolgo a tutti un altro appello: se trovate i bidoni pieni, tenetevi a casa i rifiuti. Plastica, carta. Quelli che non puzzano, diciamo». Per quanti giorni? «Diciamo per le Feste".
Nessuno dice che la responsabilità di tutto questo è costituita dall'inerzia del Comune di Genova - supportato adeguatamente dall'inerzia della Regione Liguria - che per anni si è trastullato su come risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti senza approdare ad alcuna decisione significativa.
Adesso i nodi sono giunti al pettine nel silenzio sepolcrale del Sindaco Doria e delle forze politiche (PD e SEL) che reggono la sua Giunta.
Intanto: 
  • il target della raccolta differenziata non è stato raggiunto e, sulla base delle attuali percentuali, il traguardo è ben distante nel tempo;
  • il piano industriale predisposto dall'attuale dirigenza AMIU è un panicello caldo che non risolve alcuno dei problemi;
  • l'ipotesi di privatizzazione, sia pure parziale, dell'AMIU è del tutto irrealistica stante la situazione in cui versa l'azienda e che tiene lontano gli investimenti di privati.
Si attendono notizie da Palazzo Tursi e si invitano gli elettori a ricordarsi di tuttò ciò - sommandolo agli altri danni che l'amministrazione PD (più cespugli vari) ha recato in questi lustri alla città - al momento delle elezioni.