Torno volentieri sull'argomento dell'"affresco", predisposto dall'architetto e senatore a vita Renzo Piano per ridisegnare il waterfront di levante del porto di Genova, grazie all'intervento di un altro architetto che a Genova ha lasciato l'impronta importante del recupero di Palazzo Ducale: Giovanni Spalla.
I dubbi e le perplessità che avevo enunciato nel mio blog dello scorso 4 ottobre, trovano una puntuale evidenziazione - ovviamente più strutturata e documentata delle mie argomentazione - in quanto scritto nell'intervento di Giovanni Spalla su "IL SECOLO XIX" di mercoledì 22 ottobre 2014.
Riporto l'articolo cui - al momento - nessuno di coloro che sono stati chiamati in causa ha commentato.
Mi pare importante che un big dell'architettura - le cui convinzioni di sinistra non sono mai state discusse - esprima la sua motivata contrarietà verso un progetto così definito "L'idea nasce morta, frutto di un sogno infantile anche se fatto da vecchi!" e chiami in causa la cosidetta Triplice Alleanza Doria-Merlo-Burlando che considera questo progetto di Piano un intervento taumaturgico per lo sviluppo di Genova, a fronte della loro dimostrata incapacità a risolvere i problemi di cui soffre da decenni la città.
Leggere che questo progetto non convince dal punto di vista urbanistico, idraulico, economico e procedimentale fa un certo effetto perchè la critica non proviene dai soliti "comitati contrari a tutto" o dai cosidetti "poteri forti ...ed occulti" genovesi.






