giovedì 23 ottobre 2014

VIRTU' TAUMATURGICHE PER GENOVA

Torno volentieri sull'argomento dell'"affresco", predisposto dall'architetto e senatore a vita Renzo Piano per ridisegnare il waterfront di levante del porto di Genova, grazie all'intervento di un altro architetto che a Genova ha lasciato l'impronta importante del recupero di Palazzo Ducale: Giovanni Spalla.
I dubbi e le perplessità che avevo enunciato nel mio blog dello scorso 4 ottobre, trovano una puntuale evidenziazione - ovviamente più strutturata e documentata delle mie argomentazione - in quanto scritto nell'intervento di Giovanni Spalla su "IL SECOLO XIX" di mercoledì 22 ottobre 2014.


Riporto l'articolo cui - al momento - nessuno di coloro che sono stati chiamati in causa ha commentato. 


Mi pare importante che un big dell'architettura - le cui convinzioni di sinistra non sono mai state discusse - esprima la sua motivata contrarietà verso un progetto così definito "L'idea nasce morta, frutto di un sogno infantile anche se fatto da vecchi!" e chiami in causa la cosidetta Triplice Alleanza Doria-Merlo-Burlando  che considera questo progetto di Piano un intervento taumaturgico per lo sviluppo di Genova, a fronte della loro dimostrata incapacità a risolvere i problemi di cui soffre da decenni la città.


Leggere che questo progetto non convince dal punto di vista urbanistico, idraulico, economico e procedimentale fa un certo effetto perchè la critica non proviene dai soliti "comitati contrari a tutto" o dai cosidetti "poteri forti ...ed occulti" genovesi. 



domenica 19 ottobre 2014

TI AUMENTO LE TASSE REGIONALI

Pare che il Governo sia intenzionato a diminuire l'entità dei trasferimenti alle Regioni ed Enti Locali. 

La risposta, corale, dei Presidenti delle Regioni - ma è da credere che analogo ragionamento stai maturando da parte dei Sindaci - è quella di procedere all'aumento dei tributi regionali, sì da compensare i tagli governativi ed evitare di ridurre il livello quali-quantitativo dei servizi sanitari e sociali per i propri concittadini.

Va da sè che un provvedimento del genere vanificherebbe lo sforzo governativo teso a ridurre il carico fiscale sui cittadini.

Ma questi Presidenti non hanno proprio alcun ritegno, sono dei senza vergogna: la cronaca di questi ultimi anni gronda delle spese pazze effettuate con i soldi dei contribuenti da parte dei Consiglieri regionali grazie a Leggi regionali ad hoc, per non parlare dello sperpero negli acquisti di beni e servizi, degli emolumenti per la dirigenza regionale, per il numero elevato di dirigenti rispetto al personale dipendente e mansioni espletate e l'elenco può continuare.

La sola Regione Liguria trarrebbe un sicuro vantaggio risparmio:
  • diminuendo il numero delle ASL da 5 ad un'unica ASL regionale;
  • realizzando una sola Azienda di Trasporto regionale, giacchè la tanto decantata Agenzia regionale è un pannicello caldo che non comporta alcun risparmio;
  • diminuzione delle posizioni dirigenziali;
  • eliminazione totale dei contributi economici ai Gruppi Regionali;
  • revisione delle agenzie pubbliche per l'impiego (cui corrispondono corrispettivi di finanziamento).
Altro che revisione dei tickets sanitari o diminuzione delle prestazioni socio-sanitarie.

venerdì 17 ottobre 2014

BURLANDO, PD E LA LIGURIA. PER NON DIMENTICARE

Un articolo di Ferruccio Sansa pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/17/burlando-cosi-in-trentanni-ha-distrutto-la-liguria/1159063/) ripercorre la presenza di Claudio Burlando in Liguria e ne sottolinea i danni causati da tale presenza (forse ha dimenticato la vergogna del sottopasso di Caricamento).

Ma il problema non è la presenza di Burlando (lui è un abile direttore d'orchestra), bensì il sistema di potere del PD (in massima parte costruito con la presenza di persone ex-PCI) che tutto controlla e gestisce in questa povera Liguria.

Rammentare il film "Le mani sulla città" è andare vicino alla realtà del problema ligure. 

Nella sua azione questo sistema di potere è riuscito a spappolare qualsiasi tipo di opposizione sicchè le prossime elezioni, salvo un terremoto elettorale, saranno una pura formalità per confermare lo strapotere del PD.

domenica 12 ottobre 2014

ALLUVIONE? COLPA DEL BAJON

Alluvione di Genova 2014. Per chi ha amministrato Genova (e mi limito a parlare di Genova, anche se tante altre località della Provincia sono state colpite dal fenomeno alluvionale) la colpa è sempre di qualcun altro: della giustizia amministrativa, della mancanza di risorse, degli ambientalisti che creavano problemi (ma non facevano parte essenziale della maggioranza?), di chi non li aveva avvisati per tempo. 

Mai la responsabilità appartiene ai vari Burlando (ora Presidente della Regione, ma già sindaco di Genova),Montaldo (ore vicepresidente regionale ed assessore alla sanità, ma per anni assessore a Genova), Doria (sindaco di Genova e Presidente Città Metropolitana), Paita (assessore regionale alla Protezione civile e probabile candidato Presidente Regione Liguria).

C'è un "fil rouge" che lega questi irresponsabili: sono tutti espressione della sinistra che ha governato Genova e la Liguria negli ultimi vent'anni (almeno....); tre del PD (ma del filone PCI) che ha egemonizzato tutto e tende a riciclarsi come "renziano" per le prossime elezioni regionali; un PD che ha gestito tutte le scelte urbanistiche con mano ferrea.
Una correità che chiama in causa anche i parlamentari genovesi del PD Lorenzo Basso e Marco Tullo (l'uno ex-consigliere regionale e l'altro ex-assessore comunale di Genova) entrambi rimasti sinora silenti sulle vicende dell'alluvione; perlomeno la Pinotti era sul pezzo già dal primo momento come Ministro della Difesa. 

Ma alla fin fine che importa se anche questa volta c'è scappato il morto, i danni sono ingentissimi - in una città già piegata dalla cattiva amministrazione edalla recessione economica - e resta solo il fango da spalare.

E' SEMPRE COLPA DEL BAJON!

sabato 4 ottobre 2014

L'ARTE DELL'AFFRESCO SI CHIAMA PIANO

Periodicamente da "Punta Nave" in quel di Vesima, all'estremo ponente di Genova, scende in città un nuovo progetto per il waterfront del porto di Genova. 

Si chiama sempre "affresco", ma è sempre lo stesso che viene rivisitato e presentato come la panacea dei problemi urbanistici e portuali agli amministratori genovesi che si dilettano ad andare "per farfalle" anzicchè amministrare con realismo il territorio genovese. 

Regione Liguria, Comune, Autorità Portuale (accomunate dall'essere espressione univoca del PD), scoordinate - da sempre - nelle loro attività amministrativa e distratte rispetto agli atti amministrativi in essere od in corso, si innamorano ciclicamente dei sogni dell'architetto Renzo Piano. 

Peccato che la professionalità del nostro "senatore a vita" trovi riscontro in realizzazioni che onorano il nostro Paese all'estero, realizzazioni che sono sempre precedute dalla disponibilità economiche perchè i progetti si traducano in opere; mentre - salvo alcuni casi - a Genova restano sogni perchè gli Enti pubblici non dispongono di risorse per dar corso ai numerosi "affreschi" predisposti da Renzo Piano.

Basta guardare le immagini dell'affresco per comprendere come le opere immaginate

  1. comportino uno sforzo economico-finanziario pressocché impossibile con lo stato delle disponibilità attuali e future;
  2. resteranno tali per decenni e, nel frattempo, diventeranno obsolete perchè saranno cambiate le esigenze del porto e della città;
  3. non tengano conto di altre ipotesi di lavoro, quali il tunnel sub-portuale o la costruzione di un nuovo bacino di carennaggio.
Sembra che la logica che ispira questi amministratori del PD (Burlando, Doria, Merlo) sia quella di inseguire dei sogni, non di realizzare il possibile - in tempi certi - con le risorse di cui si dispone.

Al prossimo "affresco"..........

lunedì 22 settembre 2014

JOBS ACT. Soddisfa il bene comune?



Se la risposta a questo interrogativo è positiva, allora occorre impegnarsi a fondo per spazzare via veti e preclusioni ideologiche ed evitare che diventi terreno di scontro fra fazioni e corporazioni. 

Giocare, su questo tema la partita degli schieramenti o delle ideologie del secolo scorso o delle rendite di posizione è decisamente criminale.

Forse è opportuno ricordare a noi stessi che la Costituzione si apre con questa dichiarazione “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, da cui ne consegue che  il lavoro deve esserci, per tutti, con uguali diritti e doveri senza privilegi di alcun tipo per nessuno siano essi lavoratori dipendenti, autonomi, pubblici o privati.

Per questo il criterio del bene comune, concretamente legato alle persone in carne ed ossa, deve prevalere nella valutazione dei contenuti del Jobs act.

domenica 14 settembre 2014

CARLO, UN RE POCO FELICE. Riflessioni sul Teatro dell'Opera di Genova

Carlo Felice di Savoia, re di Sardegna, mai avrebbe immaginato le traversie che si sono abbattute sul teatro che ne porta il nome.
Non fossero stati sufficienti il bombardamento della 2^ Guerra Mondiale, nè la ricostruzione (alquanto faraonica vista la potenzialità dell'utenza ed i costi di gestione conseguenti), nè le costanti soppressioni di recite a causa delle manifestazioni sindacali, adesso sul "suo" teatro si è abbatte una gestione amministrativa alquanto chiaccherata.

Dopo aver scoperto che Banca CARIGE applica - ma non è l'unica banca ad avere questo vizietto - gli interessi anatocistici (interessi sugli interessi) sarebbe stato doveroso richiedere immediatamente a Banca CARIGE la restituzione di quanto indebitamente percepito. Invece no, si tergiversa - nonostante il bilancio dell'Ente sia in rosso ed il recupero degli interessi anatocistici possa riportarlo in attivo. 
Il sopraintendente Pacor, finalmente, si rivolge ad uno studio bolognese specializzato nel recupero di questi interessi, ma viene sconfessato dal CdA presieduto dal Sindaco Doria: anzi non gli viene rinnovato il mandato.
Ancora un po' di ripensamenti ed il Sindaco Doria - bontà sua - affida la pratica ad uno studio legale genovese che si scopre - salvo che le notizie diffuse dalla stampa siano false - essere studio legale di riferimento di Banca CARIGE.

Ma non basta, Banca CARIGE avrebbe applicato (secondo le valutazioni dello studio bolognese suddetto) tassi usurari sulle operazioni di factoring (anticipazione di cassa su contrbuti pubblici da versare sul conto) gestite dalla banca per conto dell'Ente per il periodo 2009-2012; se questo si dimostrasse vero i bilanci del teatro verrebbero immediatamente risanati. 

Ma il sindaco Doria non ritiene "scorretto" far tutelare gli interessi del teatro da uno studio legale che tutela gli interessi opposti a quelli del Teatro?
Fa tenerezza - per non dire altro - sentire il Segretario Provinciale del PD dichiarare di comprendere la prudenza del Sindaco Doria, visto che Banca CARIGE è uno sponsor del teatro........

Forse, in tutta questa vicenda, a qualcuno del CdA sfugge che in questi anni sono stati richiesti pesanti sacrifici economici ai dipendenti del teatro per poter risanare la situazione di bilancio.
 
Una  matassa ingarbugliata che evidenzia, con estrema chiarezza, un altro aspetto della "mala amministrazione" di Genova da parte del PD (e dei suoi predecessori storici DS e PDS) che da anni gestiscono Genova ed il suo Teatro dell'Opera.