Non saranno altri quattro Tornado italiani - in aggiunta a quelli già
presenti con compiti di ricognizione - a modificare la situazione
militare nell'area medio-orientale.
Ormai è stato dimostrato,
ampiamente, che i bombardamenti aerei non incidono minimamente sulla
scenario di guerra, salvo che gli stessi non siano coordinati con
massicci interventi di truppe di terra; quelle truppe di terra che
nessun Paese ha intenzione di inviare nel deserto mesopotamico.
Come è stato dimostrato
che le azioni aerei dei bombardieri della cosidetta Coalizione a guida
USA sono in numero ampiamente inferiore a quelle attuate in altri
scenari di guerra, quali il Kosovo e l'Afghanistan: in altre parole sono
del tutto inconcludenti sia tatticamente che strategicamente e vanno
considerate un modo per "mostrare bandiera".
Diciamo che agli anglo-americani ed ai loro alleati locali va bene così.
Diciamo anche che l'Italia non ha alcun interesse interesse
geopolitico, culturale, economico da affermare/difendere in quell'area,
sicchè non esiste alcuna motivazione per la partecipazione italiana ai
bombardamenti aerei contro l'ISIS?
Neppure la nostra appartenenza
alla NATO può costituire un valido argomento per l'intervento dei
Tornado italiani in missioni di bombardamento.
mercoledì 14 ottobre 2015
venerdì 9 ottobre 2015
M’HAN VUSCIU DI. Dalla Biblioteca di Bolzaneto ai servizi resi dal Comune di Genova
“M’han vusciu di”, questa
espressione tipica genovese usata per dire senza dover riferire la fonte della
notizia, si addice perfettamente alla situazione della Biblioteca civica di
Bolzaneto.
Ecco, m’han vosciu di che la Biblioteca Piersantelli sarà chiusa alla
fine dell’anno perché il Comune di Genova non riesce a garantire il personale
in numero sufficiente per tenerla aperta.
Da diversi anni l’orario di
apertura della biblioteca ha subito una contrazione: si è passati dall’apertura
giornaliera, mattina e pomeriggio, per giungere – dopo un periodo di chiusura
totale variamente giustificato – all’attuale apertura nelle sole giornate di
martedì e giovedì, mattina e pomeriggio, con la prospettiva di chiudere i
battenti a partire dal prossimo gennaio.
Anime gentili hanno fatto
filtrare l’ipotesi che il Consiglio di Municipio della Valpolcevera starebbe
prendendo in considerazione l’ipotesi di ricorrere alla disponibilità dei
cittadini che – su base volontaria –
potrebbero effettuare “turni di servizio” per assicurare l’apertura della
biblioteca.
Mi fermo un attimo su questa
ipotesi per notare come si stia estendendo a macchia d’olio il metodo di affidare
al “volontariato” l’espletazione di servizi che debbono essere assicurati dalla
Civica Amministrazione quali la pulizia dei giardini e delle aiuole, la pulizia
delle strade e della caditoie, la sorveglianza davanti alle scuole, la
regolamentazione del traffico durante le manifestazioni di carattere locale ed
altre che non è il caso di elencare per non tediare le persone che mi leggono;
resta il fatto – sostanziale – che alle imposte e tasse pagate da ogni
cittadino perché la Civica Amministrazione svolga anche questi servizi, si
aggiungono – adesso – anche le “corvées” rese “volontariamente, gratuitamente e gioiosamente” dai cittadini
……forse retrocessi alla categoria di sudditi!
Stupisce, nella situazione
della Biblioteca Piersantelli il silenzio delle Istituzioni. La Biblioteca fa
parte di una rete di civiche biblioteche che costituisce una ricchezza
culturale della nostra città cui, da anni, viene rivolta poco o nulla
attenzione da parte della Civica Amministrazione nell’assunto che la cultura non
rende e non paga in termini di consenso elettorale. Non sono sufficienti le
lodevoli e pregevoli iniziative svolte a Palazzo Ducale – peraltro progettate e
gestite da una specifica Fondazione - se
poi viene meno la presenza diffusa sul territorio delle Civiche Biblioteche che
potrebbero (dovrebbero ?) essere il
perno di iniziative culturali; di fatto il Comune non adempie una delle sue
“missioni” sostanziali: favorire lo sviluppo culturale della città.
Sicuramente la Civica
Amministrazione invocherà, a giustificazione della contrazione dei servizi, la
diminuzione delle risorse disponibili. E troverà, anche, chi si presterà a
sostenere questa giustificazione.
Sarebbe meglio trovare persone
che, ragionando liberamente con la propria testa, valutassero attentamente i
progetti ed i programmi dell’Amministrazione Comunale, ne verificassero la
rispondenza alle esigenze – anche culturali – della città e l’impiego delle risorse disponibili per far
fronte a queste esigenze.
Eviteremmo, tanto per non
farci mancare niente, la riduzione a nove (tanti quanti sono i Municipi) dei
Comandi della Polizia Locale, degli Uffici di Stato Civile ed Anagrafe, delle
Biblioteche, delle Isole ecologiche ecc. ecc.
A proposito, chissà se il
Consiglio Comunale ha mai affrontato l’insufficienza amministrativa di chi
regge la Civica Amministrazione?
lunedì 28 settembre 2015
Catalogna, Scozia ....e poi? Un' Europa dei popoli è possibile.
L'esito del voto amministrativo di domenica scorsa, quasi con certezza,
non consentirà alla Catalogna di costituirsi in Stato Indipendente, ma
gli permetterà di migliorare il proprio status di autonomia rispetto
alla Spagna.
Trattandosi di elezioni amministrative l'UE si è astenuta dall'esprimere opinioni al riguardo.
Eppure.......
Un ragionamento sulle pulsioni che attraversano alcune parti del continente europeo perchè si rivedano confini e stati ereditati dal passato sarebbe quanto mai opportuno onde evitare fibrillazioni che potrebbero giungere a conflitti armati.
L'esperienza della Jugoslavia e della Cecoslovacchia, entrambe nate sulle ceneri del vecchio impero austro-ungarico e dissoltesi la prima con conflitti sanguinosi e la seconda con accordo fra le parti oppure le rinate repubbliche baltiche o gli Stati fantoccio della Moldovia, Trasnistria, Donbass, Crimea sono lì a dimostrare quanto sia difficile mantenere unite popolazioni che per storia, cultura, tradizioni e volontà popolare vogliono costituire un'entità separata ed indipendente.
La stessa situazione vissuta dalla Scozia e dall'Irlanda e quella, difficilissima sotto il profilo della convivenza, dal Regno dei Belgi indicano che i confini ereditati da accordi dinastici dei secoli passati reggono malamente all''usura del tempo.
L'Italia ha saputo regolare, con l'accordo De Gasperi-Gruber, la spinosa realtà del Tirolo meridionale (o Trentino Alto Adige che dir si voglia); in realtà la situazione del Tirolo nel suo complesso è lungi dall'essere risolta giacchè il Tirolo rimane suddiviso fra l'Austria e l'Italia, mentre la soluzione ottimale sarebbe un Tirolo unito ed indipendente nell'ampio quadro dell'Unione Europea.
Sicchè cominciare ad immaginare la possibilità di rivedere gli attuali confini fra gli Stati sarebbe - a mio avviso - opportuno e doveroso anche alla luce del processo in atto di trasferimento della potestà normativa (e spesso della sovranità.....) dai singoli Stati nazionali all'UE.
Una Unione Europea dei popoli anzichè degli stati non è un'eresia, ma un'ipotesi politica su cui lavorare.
Trattandosi di elezioni amministrative l'UE si è astenuta dall'esprimere opinioni al riguardo.
Eppure.......
Un ragionamento sulle pulsioni che attraversano alcune parti del continente europeo perchè si rivedano confini e stati ereditati dal passato sarebbe quanto mai opportuno onde evitare fibrillazioni che potrebbero giungere a conflitti armati.
L'esperienza della Jugoslavia e della Cecoslovacchia, entrambe nate sulle ceneri del vecchio impero austro-ungarico e dissoltesi la prima con conflitti sanguinosi e la seconda con accordo fra le parti oppure le rinate repubbliche baltiche o gli Stati fantoccio della Moldovia, Trasnistria, Donbass, Crimea sono lì a dimostrare quanto sia difficile mantenere unite popolazioni che per storia, cultura, tradizioni e volontà popolare vogliono costituire un'entità separata ed indipendente.
La stessa situazione vissuta dalla Scozia e dall'Irlanda e quella, difficilissima sotto il profilo della convivenza, dal Regno dei Belgi indicano che i confini ereditati da accordi dinastici dei secoli passati reggono malamente all''usura del tempo.
L'Italia ha saputo regolare, con l'accordo De Gasperi-Gruber, la spinosa realtà del Tirolo meridionale (o Trentino Alto Adige che dir si voglia); in realtà la situazione del Tirolo nel suo complesso è lungi dall'essere risolta giacchè il Tirolo rimane suddiviso fra l'Austria e l'Italia, mentre la soluzione ottimale sarebbe un Tirolo unito ed indipendente nell'ampio quadro dell'Unione Europea.
Sicchè cominciare ad immaginare la possibilità di rivedere gli attuali confini fra gli Stati sarebbe - a mio avviso - opportuno e doveroso anche alla luce del processo in atto di trasferimento della potestà normativa (e spesso della sovranità.....) dai singoli Stati nazionali all'UE.
Una Unione Europea dei popoli anzichè degli stati non è un'eresia, ma un'ipotesi politica su cui lavorare.
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lunedì 21 settembre 2015
PORTA PIA. 145° anniversario della presa di Roma.
Per fortuna ci siamo risparmiati le solite trite commemorazioni della
presa di Porta Pia nonostante lo scorso 20 settembre ricorresse il 145°
anniversario dell'entrata delle truppe del Regno d'Italia in Roma.
Con questa azione svolta in spregio del diritto internazionale, il Regno d'Italia si impossessava di Roma e poneva fine allo Stato Pontificio che, peraltro, rinunciò ad opporre resistenza armata all'invasione del proprio territorio.
Per la Chiesa e la sua missione fu un fatto positivo la fine del potere temporale dei Papi.
Con questa azione svolta in spregio del diritto internazionale, il Regno d'Italia si impossessava di Roma e poneva fine allo Stato Pontificio che, peraltro, rinunciò ad opporre resistenza armata all'invasione del proprio territorio.
Per la Chiesa e la sua missione fu un fatto positivo la fine del potere temporale dei Papi.
Ma se valutiamo questo evento con attenzione non possiamo che rilevare
una similitudine fra quanto attuato dal Regno d'Italia nei confronti
dello Stato della Chiesa (ma analogo comportamento i Savoia tennero
verso il Regno delle Due Sicilie, il Graducato di Toscana ed i Ducati
emiliani) e quanto attuato da Putin che ha occupato la Crimea, Saddam
che invase il Kuwait e l'Italia fascista che si impossesso dell'Etiopia. A
questi comportamenti la Comunità internazionale ha sempre reagito
imponendo sanzioni economiche o militari nei confronti dell'aggressore.
Nel 1860 e nel 1870 la Comunità internazionale lasciò correre quelle palesi offese al diritto internazionale, anzi né fu correa......
Potere della massoneria?
E' probabile!
P.S.: Tutte queste proditorie azioni furono compiute dal Ramo Savoia-Carignano inaugurato da Carlo Alberto che si era formato alla scuola della Francia napoleonica, campione dell'invasione ed asservimento di Stati sovrani. Buona scuola, come si vede!
Nel 1860 e nel 1870 la Comunità internazionale lasciò correre quelle palesi offese al diritto internazionale, anzi né fu correa......
Potere della massoneria?
E' probabile!
P.S.: Tutte queste proditorie azioni furono compiute dal Ramo Savoia-Carignano inaugurato da Carlo Alberto che si era formato alla scuola della Francia napoleonica, campione dell'invasione ed asservimento di Stati sovrani. Buona scuola, come si vede!
giovedì 27 agosto 2015
GENOVA. Aeroporto classificato secondo il suo giusto livello.
Solo il tradizionale provincialismo e supervalutazione di sè, poteva far credere che l'aeroporto Cristoforo Colombo potesse essere considerato di "interesse nazionale". Sicchè non deve stupire la decisione assunta, oggi, dal Consiglio dei Ministri.
Il livello del nostro aeroporto non è mai decollato.
Sin dal momento della realizzazione della nuova aerostazione si doveva comprendere il destino dell'aeroporto causato dalla progressiva diminuzione delle aziende di respiro internazionale con sede a Genova, dalla scomparsa della sede dei gruppi armatoriali, dalla mancanza di attività promozionali, dalla mancata realizzazione della bretella ferroviaria.
Il tocco finale è stata la "farsa" della privatizzazione.
Accontentiamoci di un buon livello di "city airport" e lavoriamo perchè tali livello sia raggiunto......
P.S.: negli anni '90 si sosteneva, a ragione, che l'aeroporto non aveva nessuna ragione di esistere........
martedì 18 agosto 2015
TIANJIN. La pochezza della Cina si appalesa.
Notevole la capacità cinese di intorbidire le notizie e rendere
incomprensibili gli incidenti che spesso si verificano. Esemplare quanto
avvenuto a Tianjin, ove non è ancora chiaro come si sia determinato il
disastro e quali siano le sostanze pericolose coinvolte. Sembra certa la
presenza di "cianuro di sodio (NaCN), toluene disocianato (TDI) e
carburo di calcio (CaC2), tutti elementi che rappresentano una diretta
minaccia per la salute in caso di contatto. In particolare l' NaCN
è altamente tossico, il CaC2 e il TDI reagiscono violentemente al
contatto con l'acqua e con altre sostanze chimiche, e sono a rischio di
esplosione" (così Greenpeace Asia in un suo comunicato), così come è
palese l'inadeguatezza dell'intervento che ha visto l'impiego massiccio
di acqua quale agente estinguente che a contatto con NaCN ha determinato
l'emissione in atmosfera di "acido cianidrico", gas estremamente
tossico. Come se non bastasse la pericolosità dell'emissione in
atmosfera dei prodotti della combustione di TDI e CaC2.
Pare, anche, evidente l'incapacità cinese di far fronte ad incidenti - sia pure di rilevante entità - che coinvolgono prodotti chimici, come è palese la scarsa o nulla attenzione alla prevenzione di tali incidenti se, come pare accertato, l'incendio è stato originato nella zona di stoccaggio dei containers.
In conclusione: il rispetto delle norme internazionalmete adottate, la capacità di reazione e la trasparenza delle notizie non appartiene alla cultura della Cina, Paese che vuole giocare un ruolo primario di potenza internazionale.
Pare, anche, evidente l'incapacità cinese di far fronte ad incidenti - sia pure di rilevante entità - che coinvolgono prodotti chimici, come è palese la scarsa o nulla attenzione alla prevenzione di tali incidenti se, come pare accertato, l'incendio è stato originato nella zona di stoccaggio dei containers.
In conclusione: il rispetto delle norme internazionalmete adottate, la capacità di reazione e la trasparenza delle notizie non appartiene alla cultura della Cina, Paese che vuole giocare un ruolo primario di potenza internazionale.
domenica 5 luglio 2015
Unione Europea. Adesso si volti pagina.
Adesso conosciamo l'esito del referendum svoltosi in Grecia.
Ha vinto il no contro le proposte (o diktat) dell'UE per risanare l'economia ellenica. La prima reazione è stata una riunione Hollande-Merkel cui seguirà, forse, una riunione dell'Eurogruppo nella giornata di martedì prossimo.
Le dichiarazioni di diversi esponenti lasciano presagire che si riprederà la discussione degli aiuti alla Grecia dal punto in cui si sono interrotti: con una punta di veleno perchè il popolo greco ha respinto il diktat UE.
Siamo già giunti alla minaccia di JP Morgan che la Grecia uscirà necessariamente dall'Eurozona.
Mi pare che si continui a percorrere la strada dei rendiconti contabili, dei crediti, delle misure per rientrare nei parametri economici e così via.
Una strada vecchia che ha dimostrato tutta la sua negatività.
Certo occorrerà prevedere una riedizione del Piano Marshall per aiutare la Grecia e nel contempo chiedere alla Grecia l'attuazione di alcune misure che incidano strutturalmente sulla spesa pubblica; ed è con questo Governo - legittimato dall'esito del referendum - che occorrerà discutere.
Ma non è più questo il "campo da gioco" dell'Unione Europea che deve ripensare se stessa ed i propri obiettivi. Mantenere in vita la logica dei "trattati" ad hoc non è più possibile, così come continuare a ragionare solo in termine di dati economici-finanziari porterà al disastro ed al disfacimento dell'Unione Europea.
Fa tristezza vedere che il Partito Popolare Europeo - ancora recentemente per bocca del suo Presidente Joseph Daul - non abbia compreso quanto sia necessario un cambiamento profondo della politica dell'Unione Europea.
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