giovedì 27 agosto 2015

GENOVA. Aeroporto classificato secondo il suo giusto livello.

Solo il tradizionale provincialismo e supervalutazione di sè, poteva far credere che l'aeroporto Cristoforo Colombo potesse essere considerato di "interesse nazionale". Sicchè non deve stupire la decisione assunta, oggi, dal Consiglio dei Ministri.
Il livello del nostro aeroporto non è mai decollato.
Sin dal momento della realizzazione della nuova aerostazione si doveva comprendere il destino dell'aeroporto causato dalla progressiva diminuzione delle aziende di respiro internazionale con sede a Genova, dalla scomparsa della sede dei gruppi armatoriali, dalla mancanza di attività promozionali, dalla mancata realizzazione della bretella ferroviaria.
Il tocco finale è stata la "farsa" della privatizzazione. 
Accontentiamoci di un buon livello di "city airport" e lavoriamo perchè tali livello sia raggiunto......

P.S.: negli anni '90 si sosteneva, a ragione, che l'aeroporto non aveva nessuna ragione di esistere........

martedì 18 agosto 2015

TIANJIN. La pochezza della Cina si appalesa.

Notevole la capacità cinese di intorbidire le notizie e rendere incomprensibili gli incidenti che spesso si verificano. Esemplare quanto avvenuto a Tianjin, ove non è ancora chiaro come si sia determinato il disastro e quali siano le sostanze pericolose coinvolte. Sembra certa la presenza di "cianuro di sodio (NaCN), toluene disocianato (TDI) e carburo di calcio (CaC2), tutti elementi che rappresentano una diretta minaccia per la salute in caso di contatto. In particolare l' NaCN è altamente tossico, il CaC2 e il TDI reagiscono violentemente al contatto con l'acqua e con altre sostanze chimiche, e sono a rischio di esplosione" (così Greenpeace Asia in un suo comunicato), così come è palese l'inadeguatezza dell'intervento che ha visto l'impiego massiccio di acqua quale agente estinguente che a contatto con NaCN ha determinato l'emissione in atmosfera di "acido cianidrico", gas estremamente tossico. Come se non bastasse la pericolosità dell'emissione in atmosfera dei prodotti della combustione di TDI e CaC2.
Pare, anche, evidente l'incapacità cinese di far fronte ad incidenti - sia pure di rilevante entità - che coinvolgono prodotti chimici, come è palese la scarsa o nulla attenzione alla prevenzione di tali incidenti se, come pare accertato, l'incendio è stato originato nella zona di stoccaggio dei containers.
In conclusione: il rispetto delle norme internazionalmete adottate, la capacità di reazione e la trasparenza delle notizie non appartiene alla cultura della Cina, Paese che vuole giocare un ruolo primario di potenza internazionale.

domenica 5 luglio 2015

Unione Europea. Adesso si volti pagina.

Adesso conosciamo l'esito del referendum svoltosi in Grecia. 
Ha vinto il no contro le proposte (o diktat) dell'UE per risanare l'economia ellenica. La prima reazione è stata una riunione Hollande-Merkel cui seguirà, forse, una riunione dell'Eurogruppo nella giornata di martedì prossimo.
Le dichiarazioni di diversi esponenti lasciano presagire che si riprederà la discussione degli aiuti alla Grecia dal punto in cui si sono interrotti: con una punta di veleno perchè il popolo greco ha respinto il diktat UE. 
Siamo già giunti alla minaccia di JP Morgan che la Grecia uscirà necessariamente dall'Eurozona.
Mi pare che si continui a percorrere la strada dei rendiconti contabili, dei crediti, delle misure per rientrare nei parametri economici e così via.
Una strada vecchia che ha dimostrato tutta la sua negatività.
Certo occorrerà prevedere una riedizione del Piano Marshall per aiutare la Grecia e nel contempo chiedere alla Grecia l'attuazione di alcune misure che incidano strutturalmente sulla spesa pubblica; ed è con questo Governo - legittimato dall'esito del referendum - che occorrerà discutere.
Ma non è più questo il "campo da gioco" dell'Unione Europea che deve ripensare se stessa ed i propri obiettivi. Mantenere in vita la logica dei "trattati" ad hoc non è più possibile, così come continuare  a ragionare solo in termine di dati economici-finanziari porterà al disastro ed al disfacimento dell'Unione Europea.

Fa tristezza vedere che il Partito Popolare Europeo - ancora recentemente per bocca del suo Presidente Joseph Daul - non abbia compreso quanto sia necessario un cambiamento profondo della politica dell'Unione Europea.

martedì 16 giugno 2015

Un fiorentino all'ENI. Per fortuna non è Renzi.

La notizia è confinata in una pagina interna di "La Repubblica", nè risulta alcun comunicato ufficiale del Governo.
Lapo Pistelli, viceministro degli Esteri, ha rassegnato le dimissioni da parlamentare e dal suo incarico di governo, per approdare all' Eni dal primo luglio, in qualità di vicepresidente senior.

Il nostro Paese perde l'unico uomo di governo che capisce qualcosa di politica estera. A Renzi basta avere una Mogherini qualsiasi in Commissione UE ed un Gentiloni qualsiasi come Ministro degli Esteri, così nessuno gli fa ombra. 
Ma si vedono anche risultati, ad iniziare dalla vicenda Libia (e le conseguenze sull'immigrazione), per proseguire col semestre di presidenza italiano dell'UE (chi se ne è accorto?), per terminare con la situazione Grecia.
Cmq. auguri di buon lavoro a Lapo. Sarà un fiorentino che saprà fare un buon lavoro per l'Italia anche nel nuovo incarico!

giovedì 11 giugno 2015

PARTECIPARE significa essere LIBERI



Libertà è partecipazione. Sono passati decenni da quando Giorgio Gaber incantava il “suo” pubblico con questa canzone, le cui parole sono pur sempre di attualità.

Lasciamo ai “politilogi” le dissertazioni sulla bassa affluenza alle urne, via via scemata nell’ultimo decennio. Si tratta di una realtà negativa che può essere di sprone per un cambiamento sicuramente necessario.
Papa Francesco ha sottolineato come questo mondo globalizzato ponga al centro della politica il denaro. “Non l’uomo e la donna: no. Il denaro. Il dio denaro. Questo al centro. Poi, tutti al servizio del dio denaro”.
E l’accumularsi degli scandali piccoli e grandi – in Italia ed all’estero - è lì a testimoniare come  ciò che conti è “rubare”.

La tensione ideale ad operare per il bene comune è venuta meno nello stesso momento in cui tutti noi abbiamo perso coscienza di essere protagonisti dell’azione di aiuto per i singoli e le realtà sociali per costruire risposte adeguate ai loro bisogni e problemi reali; in altri termini a perseguire nei fatti il bene comune: il bene tuo, il bene nostro, il bene di ognuno.
Non essere presenti, non partecipare per timore di sporcarsi le mani è uno dei peggiori peccati che un cattolico possa compiere; è sempre papa Francesco che ce lo ricorda: “Ma non fai il bene! Vai avanti, chiedi al Signore che ti aiuti a non peccare, ma se ti sporchi le mani, chiedi perdono e continui avanti!”. Ma fare, fare … E proprio lottare per una società più giusta e solidale”.

Partecipazione è anche valorizzare i cosiddetti corpi intermedi quali le organizzazioni di categoria, le associazioni, le famiglie; è capire come il trasferimento decisionale a realtà esterne allo Stato, quali l’UE, il FMI, i Fondi di investimento possa essere coniugato con un controllo certo finalizzato al conseguimento del bene comune su scala globale.

Se la partecipazione, piano piano verrà meno sino a sparire, forse non ce ne accorgeremo subito, ma sparirà lentamente anche la libertà!

martedì 2 giugno 2015

L'è caïta 'na ba...cia in mâ sensa bagnase!

Non appena conosciuti i risultati elettorali il PD ligure si è affrettato a narrare una "vulgata" falsa sulle motivazioni della sua sconfitta alle elezioni regionali liguri.

La sconfitta è colpa di Cofferati e Pastorino, quest'ultimo reo di aver presentato una candidatura alternativa alla Presidenza della Regione.
Concetto espresso dalla candidata presidente Lella Paita nella sua conferenza di lunedì pomeriggio e ribadito alla trasmissione TV "Di Martedì"; come una lezioncina imparata a memoria questo concetto è stato espresso dall'Assessore al Bilancio uscente Pippo Rossetti (PD) con una dichiarazione postata anche su Facebook e dal Presidente Claudio Burlando (PD) in una conferenza stampa trasmessa su PrimoCanaleTV.

Gli "sciagurati", nel senso manzoniano del termine, non hanno minimamente fatto cenni di autocritica sul loro operato in questi anni - dieci per Burlando - di governo della Regione; eppure sarebbe stato sufficiente ascoltare le critiche di Cofferati e Pastorino per comprendere che qualcosa non andava e che occorreva un radicale cambiamento di rotta nell'amministrazione regionale.

La continua indecisione  che ha caratterizzato questi anni di governo PD ha portato alla cronicizzazione di problemi sostanziali: 
  • la riorganizzazione del servizio di trasporto urbano, provinciale e regionale ed i costi ed i disagi che ne sono derivati;
  • le addizionali fiscali che in Liguria sono le più alte fra tutte le Regioni italiane;
  • la qualità e la quantità dei servizi di assistenza agli anziani ed ai disabili;
  • la qualità e la disponibilità dei servizi sanitari, specie diagnostici;
  • le aziende che hanno cessato la loro attività ed i posti di lavoro persi grazie all’inesistenza di una politica attiva regionale per incrementare l’economia in Liguria;
  • il costo per lo smaltimento dei rifiuti grazie all’assenza di impianti ed ad una politica efficiente per la raccolta differenziata: Scarpino è l’esempio più eclatante, ma non è il solo;
  • le infrastrutture stradali e ferroviarie risalenti a decenni orsono;
  • un piano commerciale che favorisce la grande distribuzione – di fatto una sola Azienda – senza alcun vantaggio economico per i consumatori;
  • il dissesto idrogeologico, causa prima delle ricorrenti alluvioni,
sono questi alcuni problemi su cui sarebbe stata doverosa l'autocritica sia dei protagonisti della Giunta e della candidata Lella Paita, sia del gruppo dirigente PD Ligure.
Senza dimenticare le decisioni "chiaccherate", tipo la "cartolarizzazione" di beni immobili, l'operazione Erzelli, l'affidamento del servizio mensa per le strutture ospedaliere, l'appalto del nuovo ospedale di Felettino (SP).
Per non parlare delle indagini in corso da parte della magistratura inquirente sulle c.d. spese pazze in Regione.
Nulla di tutto ciò è emerso, solo la ricerca del colpevole per la mancata vittoria che avrebbe agito sia perchè sconfitto alle primarie, sia per creare problemi alla Segreteria nazionale del PD.
Suvvia, siamo seri, fatevi una bella autocritica esaminando il dato delle sezioni elettorali in cui, una volta, il PD raggiungeva percentuali di consenso bulgaro.
 
P.S.: Non vorrei essere frainteso, sono ben contento che il PD abbia perso e che il Cdx sia tornato alla guida della Regione Liguria, ma sento un certo fastidio quando qualcuno vuol farmi credere che "A l'è caïta 'na ba...cia in mâ sensa bagnase!"  
 



giovedì 28 maggio 2015

ISIS. Scontro di civiltà?

A suo tempo ho letto con attenzione il libro che Samuel P. Huntington scrisse sullo scontro delle civiltà e rimasi alquantio tiepido circa le tesi espresse dall'autore.
Però, qualche dubbio mi sta sorgendo dopo aver letto l'esito del sondaggio proposto da Al Jazeera sul web ove alla domanda “Sostenete le vittorie dello Stato Islamico in Iraq e in Siria?”, ben l'81% delle persone che hanno partecipato ha risposto di sì, mentre il 19% si è detto contrario alle azioni del Califfato.

Per quanto non si tratti di un sondaggio nel senso stretto del termine, 38mila persone hanno risposto sul web e la quasi totalità si è schierata con le brutalità dell'Isis: non sono bastati i morti, le crudeltà contro le donne e gli omosessuali, la distruzione di opere d'arte millenarie a fermare la crescente popolarità del sedicente Califfo Abu Bakr al-Baghdadi nel mondo arabo.

Capisco bene che l'ISIS si situa all'interno di una lotta per il potere fra le diverse confessioni mussulmane (supportate dai vari potentati arabi dell'area) per il controllo del territorio compreso fra il Mediterraneo ed il Golfo Persico e che il fondamentalismo espresso in modo sì brutale fa parte delle tecniche di guerra, specie sul piano mass-mediatico.

Tuttavia, pare evidente, che le finalità dell'ISIS si pongano in obiettivo contrasto con quelle della civiltà greco-cristiano-giudaica da cui scaturisce il cosidetto mondo occidentale.

Forse il mondo islamico ne è più consapevole di quello occidentale?